Il vademecum per lo svezzamento e l’alimentazione dei puledri

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puledro e mamma nel prato

Intervista alla dottoressa Monica Carraro di Equiplanet

Occuparsi dello svezzamento e dell’alimentazione dei puledri è fondamentale per garantire loro una crescita e uno sviluppo sano. Nel recente episodio del podcast di Horseshowjumping.tv Kiss & Cry, la dottoressa Monica Carraro di Equiplanet ha condiviso importanti informazioni su come gestire l’alimentazione dei nuovi nati e delle loro mamme, oltre a fornire preziosi consigli su cosa fare in caso di puledri orfani e all’inizio del periodo di svezzamento.

La dottoressa Carraro ha sottolineato l’importanza di una corretta alimentazione non solo per la salute dei puledri, ma anche per prevenire problematiche future che potrebbero influenzare la loro carriera sportiva.

Gestione dell’alimentazione di un puledro e della mamma dopo la nascita

Dopo la nascita, è importabte che il puledro assuma il colostro, il primo latte materno, ricco di anticorpi essenziali. La produzione di latte raggiunge il suo picco nel primo mese e inizia a diminuire gradualmente fino al quarto o sesto mese, quando generalmente si esaurisce del tutto. Durante questo periodo, è fondamentale garantire che la madre riceva un’alimentazione adeguata sia dal punto di vista energetico che proteico, oltre a un apporto sufficiente di vitamine e minerali.

Nell’alimentazione del cavallo è essenziale somministarre un fieno di buona qualità e in quantità adeguata“, afferma Monica, sottolineando che la somministrazione di un fieno sufficientemente nutriente assicuri che la madre possa produrre il latte per il piccolo.

Oltre al fieno, assunto in una quantità pari al 2% del peso corporeo, la dieta della madre dovrebbe includere mangimi concentrati specifici per fattrici in lattazione, che sono formulati per fornire un equilibrio ottimale di proteine, grassi, vitamine e minerali. La dottoressa Carraro ha aggiunto: “è importante anche garantire che la madre abbia accesso costante ad acqua fresca e pulita“, poiché la produzione di latte aumenta la necessità di idratazione.

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Cosa fare se il puledro è orfano o la madre non ha latte

Nel caso sfortunato in cui un puledro rimanga orfano o la madre non possa produrre il latte, evento raro che accade nei 2% dei casi, è necessario un impegno molto importante per l’allevatore o per il proprietario poichè, nei primi tre giorni, il puledro deve essere alimentato ogni ora, poi ogni due ore.

In questa fase è essenziale utilizzare un latte in polvere di alta qualità e monitorare attentamente le deiezioni del puledro per assicurarsi che siano normali, ci ha spiegato la dottoressa.

Pulire accuratamente i biberon e i recipienti usati è fondamentale per prevenire infezioni. Dopo i primi 14 giorni, si può iniziare a introdurre il puledro al secchio, un processo che richiede pazienza. “Trovare una madre adottiva, o “balia”, rende il lavoro molto più semplice“, ha aggiunto la dottoressa.

Inizio dello svezzamento del puledro

Il processo di svezzamento del puledro è un passaggio graduale, segnando la transizione dalla dipendenza esclusiva dal latte materno all’assunzione di alimenti solidi. Riportando le parole della dottoressa Monica Carraro, lo svezzamento inizia generalmente intorno ai quattro mesi di età, anche se può variare fino al sesto mese a seconda delle circostanze specifiche.

Durante i primi periodi, è importante esporre gradualmente il puledro al fieno di buona qualità e a piccole quantità di mangime, questo approccio non solo abitua il piccolo ai nuovi alimenti, ma favorisce anche lo sviluppo della sua dentizione e del sistema digestivo. Essenziale durante lo svezzamento è garantire che il mangime somministrato sia altamente digeribile e formulato specificamente per le esigenze dei puledri.

La gradualità è essenziale per evitare stress e problematiche di digestione, “generalmente intorno ai quattro mesi inizia già a ingerire il foraggio e inizia a sottrarre il mangime di solito somministrato alla mamma” ci ha spiegato Monica. In questa fase, il puledro comincia a ridurre progressivamente la dipendenza dal latte materno.

Un’altra considerazione importante è la prevenzione di disturbi ortopedici legati alla crescita; Monica raccomanda di non eccedere con la caloria perché ciò può comportare l’insorgenza di quelle che vengono definite patologie ortopediche della crescita.

E’ fondamentale monitorare attentamente la salute e il comportamento del puledro: segni di stress, come una perdita di peso o cambiamenti nel comportamento alimentare, possono indicare la necessità di adattare la dieta o il ritmo di svezzamento. La consulenza con un veterinario specializzato in nutrizione equina può essere estremamente utile per personalizzare l’approccio in base alle specifiche esigenze del puledro.

Anche iò fieno deve essere scelto con attenzione: “Nella fase di svezzamento è preferibile un fieno molto morbido e ricco di nutrienti, come l’erba medica, che può essere utilizzata in una proporzione del 30% rispetto alla quota totale di fieno somministrato“. Questo tipo favorisce la masticazione e la digestione, particolarmente importanti considerando che la dentizione del puledro non è ancora completa.

Cambiamenti nell’alimentazione del puledro in base all’età

La nutrizione del puledro cambia di paripasso con la crescita del soggetto. A 12 mesi, il puledro ha raggiunto circa il 65% del suo peso da adulto. La dottoressa Monica Carraro ha spiegato che “non è particolarmente ancora definita quella che è la sua costruzione scheletrica, muscolare“. Quindi, è importante continuare a fornire un’alimentazione che supporti la crescita muscolare e scheletrica.

Una corretta nutrizione è essenziale per lo sviluppo ottimale di un puledro: il primo anno di vita è particolarmente critico poiché è durante questo periodo che il puledro sviluppa la sua struttura scheletrica, muscolare e immunitaria. La dottoressa Monica Carraro sottolinea che “sbagliare in questa fase potrebbe compromettere tutta quella che è la sua carriera sportiva e agonistica da adulto“.

Il tipo di mangime nei primi anni può rimanere lo stesso, ma le quantità variano. “Il tipo di mangime a 12 mesi può essere lo stesso di 24 mesi“, osserva la dottoressa Carraro, ma l’apporto calorico e proteico dovrà essere adattato alle esigenze del cavallo in crescita.

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Elementi e componenti fondamentali di un mangime per puledri

Il mangime per puledri deve essere altamente digeribile, preferibilmente in forma di pellet o fioccato. la dottoressa ha specificato che “deve avere una quota di proteina importante, intorno al 14%”. Inoltre, è necessario un adeguato apporto di vitamine e minerali, in particolare aminoacidi come la lisina e la metionina, che sono cruciali per la crescita scheletrica e muscolare.

Una dieta bilanciata fornisce i nutrienti necessari per sostenere una crescita sana. Proteine di alta qualità sono fondamentali per lo sviluppo muscolare e la sintesi degli enzimi e degli ormoni. I carboidrati e i grassi forniscono l’energia necessaria per sostenere il metabolismo e l’attività fisica. Vitamine e minerali, come il calcio e il fosforo, sono essenziali per lo sviluppo delle ossa e per molte funzioni biochimiche.

La dottoressa Monica Carraro, inoltre, ha spiegato: “Un puledro svezzato di sei mesi, che avrà un peso da adulto di 500 kg, ha un fabbisogno di energia digeribile che è sovrapponibile a un cavallo adulto in mantenimento“.

Questi nutrienti supportano lo sviluppo sano del puledro e prevengono carenze che potrebbero influenzare negativamente la crescita: “In un puledro in crescita queste sono le cose che non devono mai mancare“.

L’alimentazione dei puledri richiede un’attenzione particolare e una conoscenza approfondita delle loro esigenze specifiche. La dottoressa Monica Carraro ha fornito una guida dettagliata per garantire che i puledri ricevano una dieta adeguata in ogni fase della loro crescita.

Dal colostro iniziale all’alimentazione durante lo svezzamento e oltre, ogni fase richiede cura e precisione per assicurare la salute e lo sviluppo ottimale del cavallo. Come sottolinea Carraro, “la nostra prima esigenza e il nostro primo pensiero deve andare sempre a loro, a come stanno”. Una corretta nutrizione è fondamentale per il benessere e il successo futuro dei puledri.

© Riproduzione riservata.

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