L’intervista a Dario Di Tocco: promessa dell’ippica Italiana

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Una storia di sacrifici, passione e soddisfazioni 

Horseshowjumping.tv ha avuto l’onore di intervistare Dario Di Tocco, classe 1998. Gli abbiamo chiesto di parlarci dei suoi successi, delle emozioni legate alle vittorie, della sua storia e di come si sia avvicinato al mondo dell’ippica.

Dario ci ha parlato anche di alcuni cavalli molto significativi per lui, del suo rapporto con colleghi e allenatori, dei suoi hobbies e approfondisce quelli che sono gli aspetti psicologici, positivi e negativi, del suo lavoro.

Un’interminabile lista di successi 

Con 189 vittorie in stagione e la leadership nella classifica dei Fantini italiani, Dario Di Tocco ha espresso la sua gratitudine per le emozioni e le soddisfazioni che la sua carriera gli ha regalato. La vittoria nel Derby Italiano di galoppo è stata descritta come un’emozione indescrivibile, soprattutto perché ottenuta con un cavallo che inizialmente veniva considerato un outsider.

È stata un’emozione grandissima vincere il Derby Italiano, penso che sia la corsa più importante in Italia.  Penso che ogni fantino dovrebbe provare almeno una volta nella vita l’emozione di vincere questa gara, perché è veramente una sensazione incredibile,” poi ha continuato “è stata un evento incredibile perché era già un sogno piazzarsi, ma vincerla… è stata una soddisfazione enorme”.


L’inizio della carriera di Dario Di Tocco

Mi sono appassionato e così ho detto “Io da grande voglio diventare Fantino!”

Dario di tocco

Abbiamo chiesto all’erede di Frankie Dettori di raccontarci la sua storia e cosa lo ha portato ad avvicinarsi all’affascinante mondo dell’ippica.

Sappiamo che l’ippica non fosse proprio un affare di famiglia, quindi come ti sei avvicinato a questo mondo?

Sicuramente nella mia famiglia nessuno era appassionato di ippica o se ne occupava, lavorativamente parlando. A mio papà, però, poaceva andare all’Ippodromo San Rossore la domenica, quando c’erano delle belle giornate. A Pisa è molto tradizionale andare a vedere le corse, e quindi mi portava, non era un giocatore. Passare il pomeriggio all’ippodromo San Rossore è sempre bello, c’è molta gente, un  grande parco e quindi penso che per una famiglia a Pisa sia una delle cose migliori da fare la domenica. Mi sono appassionato, così ho detto “Io da grande voglio diventare Fantino!””.

Dario ha attribuito gran parte del suo successo al mentore Marco Gasparini, che lo ha introdotto al mondo delle corse quando aveva solo 14 anni e gli ha insegnato tutto. Iniziando da zero, Dario ha imparato il mestiere e ha sviluppato la passione che lo guida oggi.

A scuola non è che andavo tanto volentieri, studiare non mi faceva impazzire, mi piacevano di più le cose pratiche. Poi in quel momento avevo proprio una super passione, la voglia di imparare tanto per diventare come adesso e spero ancora poi molto di più in futuro.

Le giornate di Dario: tra allenamenti e corse

La routine di Dario inizia con la sveglia all’alba e continua con allenamenti intensivi e con i preparativi per le gare. Il giovane fantino ha sottolineato l’importanza dei contratti esclusivi con Endo Botti e Cristiana Brivio, oltre a sottolineare anche il contratto con la Talenti, che lo ha portato a vincere il derby italiano di galoppo in sella a Goldenas, cavallo della scuderia dell’imprenditore Fabrizio Cameli

Lavorare con questi grandi nomi del mondo dell’ippica gli consente certamente di lavorare con cavalli di altissimo livello, come ha ammesso Dario stesso.

Lavorare con i cavalli è sicuramente meraviglioso, ma porta con sé tantissime sfide. Per poterlo fare devi essere sicuramente molto appassionato, ma questo vale per tutte le discipline. Sicuramente è faticoso, ci vuole dedizione, metodo e spesso, molto impegno e sacrifici. Dario ci ha portati con sé in una sua giornata tipo:

Dati i contratti esclusivi con Endo Botti e Cristiana Brivio e con il contratto dedicato alla Giubba della Scuderia Talenti, mi dedicato a lavorare i loro cavalli. Mi sveglio alle 5:30 e devo essere alle scuderia alle 6:15, alle 6:20 prendo il mio cavallo e lo porto direttamente in pista. Da lì inizio la giornata. 

Ogni mattina c’è un giro di 3 o 4 cavalli uno dietro l’altro: galoppo uno, scendo, l’artiere me ne porta un altro e provo a catena 3 o 4 cavalli ogni mattina, quando vado. Poi finito verso le 8:30/9 mi preparo e parto per le corse dove devo essere destinato ad andare. Roma, Milano, Pisa, dipende la giornata che consente le corse di galoppo.”


I cavalli che porta nel cuore e il rapporto con i colleghi

Dario ha condiviso il suo cuore con molti cavalli, nonostante la sua giovane età, visto che ha solo 25 anni.

Sicuramente tra i primi c’è Dersu Uzala, un cavallo allenato da Marco Gasparini, mi ha dato delle grandi soddisfazioni: ho vinto con lui una lista importante a Milano, alle mie prime armi. Le prime liste e corse importanti rimarranno sempre nel cuore. Sicuramente non potrei mai escludere Goldenas, vincitore del Derby Italiano. Un’altra cavalla si chiama Pulciaretta, che adesso non corre più, però mi ha dato una grandissima soddisfazione l’altro anno di vincere a Roma delle corse importanti

Il giovane Dario sottolinea l’importanza delle relazioni con i suoi colleghi, evidenziando un’atmosfera di collaborazione e amicizia che va oltre la competizione in pista. Tra i nomi figurano quello di Gavino Sanna, con Dario fin dagli inizi della sua carriera, il “ragazzo d’oroAndrea Fele, il coetaneo Stefano Savio, con cui ha iniziato, Maikol Arras e “molti altri sarebbero i nomi da fare,” ci dice Dario sottolineando che le relazioni tra i fantini non si limitano al contesto lavorativo, ma si estendono anche al di fuori delle corse. 

In un ambiente competitivo come quello delle corse ippiche, dove ogni fantino aspira al successo, la presenza di un network di sostegno assume un ruolo cruciale. Questi legami non solo contribuiscono a creare un clima di lavoro positivo, ma diventano anche un elemento fondamentale nella crescita e nella maturazione di ciascun fantino. 

Collaborazioni con Allenatori di prestigio

Le collaborazioni con allenatori di fama come Endo Botti, Stefano Botti e Bruno Grizzetti sono state descritte da Dario Di Tocco come un privilegio, “è un po’ come giocare in serie A nel calcio” ci ha detto Dario sorridendo.

Questi allenatori rappresentano delle pietre miliari nella carriera di Di Tocco, contribuendo significativamente alla sua crescita come fantino di successo. La parola chiave che emerge dalla sua descrizione è “prospettiva”. Di Tocco sottolinea che lavorare con allenatori di questo calibro implica una visione prospettica sulla sua carriera, dove la fiducia e la competenza dell’allenatore diventano fondamentali per il suo sviluppo.

La pressione psicologica viene menzionata come parte integrante di questo scenario, sottolineando l’importanza di gestire lo stress in un ambiente altamente competitivo. Dario spiega bene la dualità di lavorare con allenatori di alto livello: da un lato, l’opportunità di lavorare con cavalli di grande importanza, dall’altro, la pressione psicologica correlata alle aspettative per delle prestazioni di alto livello.

Saper mantenere i nervi saldi, è fondamentale.

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Melfi all’ippodromo delle Capannelle di Roma

La gestione dello stress e la passione per gli animali

L’approccio di Di Tocco alla gestione dello stress si articola su diversi livelli. Innanzitutto, riconosce l’importanza di accettare l’attenzione e il peso delle aspettative che gravano su di lui. La sua determinazione a essere “protagonista e non la comparsa” svela un carattere ambizioso e orientato al successo. Tuttavia, ammette che a volte il suo temperamento lo porta a restare deluso quando le cose non vanno come previsto. Ma si sa, ogni carattere ha degli angoli da smussare.

Dario condivide con noi la necessità di “distaccarsi dal mondo” durante i giorni di riposo, riflettendo su di sé e sulle sfide affrontate durante la settimana. 

La pratica di hobby come la pesca e l’amore per gli animali diventano gli strumenti attraverso i quali Di Tocco trova una via di fuga temporanea dallo stress. Passa molto tempo con il suo fido cagnolino da caccia che definisce “come un figlio” e si impegna insieme alla sua compagna in attività di volontariato per un canile e un gattile vicino a casa sua.

Obiettivi e progetti futuri

Guardando al futuro, Dario ha espresso il desiderio di staccare per riposarsi qualche giorno prima di iniziare la preparazione per le classiche di gennaio e febbraio 2024. Ha confermato i piani futuri di collaborazione con la Scuderia Endo Botti, evidenziando i risultati straordinari ottenuti durante l’anno.

Abbiamo avuto un grandissimo rapporto quest’anno, con grandissimi risultati. Penso l’anno finito in assoluto con più vittorie per me, ma anche per loro penso che sia stato un anno con delle percentuali veramente, veramente alte, credo che abbiano addirittura superato le aspettative che avevamo all’inizio dell’anno, quindi abbiamo deciso per un altro rapporto per il 2024”.

In conclusione, Dario Di Tocco continua a emergere come una stella luminosa nel mondo dell’ippica italiana, con passione, dedizione e una serie di successi che promettono un futuro ancor più radiante. 

In attesa di consegnargli il Frustino D’oro 2023, HSJ augura a Dario Di Tocco il massimo successo nelle sue prossime sfide nel mondo delle corse.

A. Ceserani

Foto fornite da Dario Di Tocco

Foto 1 (c) Enrico Querci Momento giusto ippodromo del Visarno Firenze

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