Jan Tops: «Vent’anni di Global Champions Tour. Ora torniamo a casa, a Valkenswaard»
Vent’anni dopo aver trasformato una visione in un progetto destinato a cambiare il salto ostacoli internazionale, il Longines Global Champions Tour torna questa settimana a Valkenswaard. Il fondatore e presidente Jan Tops ripercorre due decenni di innovazione, crescita globale e investimenti nel futuro dello sport.
Questa settimana il Longines Global Champions Tour torna a Valkenswaard per uno degli appuntamenti più significativi della stagione del suo ventesimo anniversario.
Dalle gare sotto la Torre Eiffel a Parigi a quelle affacciate sul Mediterraneo a Monaco, passando per Shanghai e arrivando, più recentemente, davanti alle Piramidi di Giza, in vent’anni il circuito ha portato il salto ostacoli in alcuni degli scenari più spettacolari dello sport mondiale.
Ma Valkenswaard ha un significato diverso: è casa.
Al centro della storia del Longines Global Champions Tour c’è il suo fondatore e presidente, Jan Tops. Campione olimpico e protagonista del mondo equestre da oltre cinquant’anni, Tops ha trasformato l’esperienza maturata come cavaliere nelle fondamenta di un progetto che avrebbe progressivamente ridisegnato il panorama del salto ostacoli internazionale.
«Gli ultimi cinquant’anni e la mia esperienza come cavaliere hanno influenzato tutto ciò che abbiamo fatto», racconta Tops. «Mi hanno permesso di comprendere profondamente ciò di cui questo sport aveva bisogno, non soltanto dal punto di vista agonistico, ma anche in termini di presentazione, opportunità per media e sponsor e sostenibilità a lungo termine».
Da questa consapevolezza, nel 2006, è nato il Global Champions Tour.
«I nostri valori sono sempre stati legati all’innovazione e alla volontà di lavorare duramente per fare il massimo per tutte le persone coinvolte nello sport. Questo approccio ci ha portato naturalmente a costruire qualcosa che potesse portare il salto ostacoli a un livello nuovo, raggiungendo nuovi Paesi e nuovi pubblici e sviluppando lo sport in diverse aree del mondo, con l’obiettivo di garantirgli un futuro solido in un’epoca moderna che cambia molto rapidamente».
A celebrare l’anniversario sarà anche un parterre di assoluto livello. A Valkenswaard sono infatti attesi, tra gli altri, Harrie Smolders, Maikel van der Vleuten, Scott Brash, Edwina Tops-Alexander, Daniel Deusser, Christian Ahlmann, Simon Delestre, Max Kühner, Pieter Devos, Katrin Eckermann, Victor Bettendorf, Denis Lynch, Olivier Philippaerts, Gregory Wathelet e Sanne Thijssen.
Da Valkenswaard al mondo
L’idea originaria era ambiziosa: creare un vero campionato internazionale capace di riunire i migliori cavalieri e cavalli del mondo, portare il salto ostacoli in destinazioni eccezionali e presentare la disciplina a un pubblico molto più ampio rispetto ai suoi confini tradizionali.
«L’idea alla base del LGCT era creare un circuito realmente globale, portando i migliori cavalieri del mondo in luoghi iconici e presentando lo sport ai massimi livelli, offrendo contemporaneamente ai giovani talenti l’opportunità di diventare i campioni del futuro», spiega Tops.
Vent’anni dopo, la portata di quella visione è evidente osservando il calendario del circuito.
«Vedere il nostro sport arrivare in luoghi come Shanghai, sulla pit lane della Formula 1 a Monaco, sotto la Torre Eiffel a Parigi, nel centro di Londra, davanti alle Piramidi del Cairo e in diverse destinazioni del Medio Oriente, come Doha e Riyadh, insieme a centri equestri tradizionali come Valkenswaard e Riesenbeck, è stato uno dei risultati più importanti».
Per Tops, tuttavia, l’espansione non ha mai significato semplicemente aggiungere nuove tappe al calendario.
«L’obiettivo è sempre stato continuare ad andare avanti. È proprio questa perseveranza che ha permesso al circuito di evolversi fino a diventare ciò che è oggi».
Costruire i campioni di domani
Se il Longines Global Champions Tour è ormai sinonimo dei più grandi nomi del salto ostacoli mondiale, lo sviluppo delle nuove generazioni è rimasto uno dei punti centrali della sua filosofia.
Le arene del Tour hanno offerto ai giovani cavalieri la possibilità di competere accanto ai migliori, acquisire esperienza sulla scena internazionale e costruire gradualmente il proprio percorso verso i vertici della disciplina.
La politica U25 della Global Champions League ha ulteriormente rafforzato questo meccanismo, spingendo le squadre a investire concretamente sui talenti emergenti.
«Vedere cavalieri come i fratelli Philippaerts, Gilles Thomas, Anastasia Nielsen e molti altri iniziare nel Tour come Under 25 e oggi vincere Gran Premi del LGCT e campionati generali rappresenta esattamente ciò che vogliamo ottenere», sottolinea Tops.
È forse una delle dimostrazioni più concrete dell’impatto a lungo termine del progetto: alcuni dei giovani che un tempo entravano nel circuito per fare esperienza sono oggi tra i protagonisti che stanno definendo l’epoca contemporanea del salto ostacoli.
Dieci anni di GCL: una nuova era per il salto ostacoli
Dieci anni dopo la nascita del Global Champions Tour è arrivata un’altra svolta. Nel 2016 la Global Champions League ha introdotto ai massimi livelli una competizione a squadre completamente nuova, riunendo cavalieri di diverse nazionalità sotto gli stessi colori e creando una narrazione sportiva capace di svilupparsi durante l’intera stagione.
«La GCL è stata il passo successivo naturale, con l’introduzione di un format a squadre che ha aggiunto una dimensione completamente nuova ed entusiasmante», racconta Tops.
«L’innovazione è sempre stata al centro di quello che facciamo. Lo straordinario percorso del LGCT in questi vent’anni e della GCL nei suoi dieci anni si basa su fondamenta solide, costruite attraverso decenni di esperienza nello sport equestre. E continueremo a innovare per i prossimi vent’anni e oltre».
La stessa filosofia ha portato, nel 2018, alla creazione dei GC Playoffs, una finale di stagione pensata per unire sport d’élite, produzione ed entertainment.
«Un’altra svolta è arrivata nel 2018 con il lancio degli esclusivi GC Playoffs, con intrattenimento ed effetti speciali mai visti prima nel salto ostacoli e oltre 10 milioni di euro di montepremi concentrati in un solo fine settimana».
Una visione a 360 gradi
Dietro allo spettacolo sportivo, l’ambizione è sempre stata più ampia.
«La visione di un futuro solido per il salto ostacoli, nel quale tutti gli stakeholder possano trarre beneficio, è al centro di tutto ciò che facciamo», afferma Tops. «Il nostro è realmente un concetto a 360 gradi».
Questo ha significato investire non soltanto nelle competizioni, ma nell’intero ecosistema che circonda il salto ostacoli internazionale.
«Questa visione è diventata realtà attraverso strutture di livello eccezionale, un’ospitalità di altissima qualità, competizioni ai massimi livelli, montepremi che hanno rappresentato una trasformazione per cavalieri e proprietari e location di livello mondiale».
Parallelamente, il circuito ha lavorato per ampliare enormemente la visibilità del salto ostacoli oltre i confini dell’arena.
«Abbiamo raggiunto nuovi livelli di visibilità globale grazie alle partnership con Eurosport fin dal primo anno, CBS, DAZN, CCTV, Fox Sports Australia, beIN Sport, emittenti televisive nazionali e regionali e attraverso la piattaforma streaming GCTV».
Oggi il pubblico può seguire il campionato attraverso televisione, streaming, piattaforme digitali e social media, creando una vetrina globale per cavalieri, cavalli, squadre e partner.
Le persone dietro al Tour
Se location e grandi momenti sportivi hanno costruito alcune delle immagini più memorabili degli ultimi vent’anni, Tops sottolinea come la longevità del circuito sia stata resa possibile soprattutto dalle persone che lavorano dietro le quinte.
«Il LGCT è sempre stato il risultato di un lavoro collettivo», spiega. «Abbiamo una struttura straordinaria che opera in tutto il mondo e una squadra brillante e dedicata, capace di far funzionare tutto grazie all’esperienza maturata negli anni».
Realizzare un circuito globale di queste dimensioni richiede infatti competenze estremamente specializzate sul piano operativo e logistico: dal trasporto di cavalli e attrezzature tra diversi continenti al coordinamento delle strutture, dei campi gara, delle scuderie, dei servizi veterinari, della produzione, dell’ospitalità e delle infrastrutture televisive.
«Dal nostro team interno al nostro partner di lunga data Longines, passando per sponsor, organizzatori, cavalieri e proprietari, tutti hanno un ruolo. Apprezziamo profondamente la lealtà e l’impegno dimostrati negli anni da tutti i nostri sostenitori, proprietari, cavalieri e partner».
Un riconoscimento che Tops estende in modo particolare anche a tutte le persone che lavorano quotidianamente dietro le quinte prendendosi cura dei cavalli.
Il ritorno dove tutto è cominciato
Questa settimana quel viaggio intorno al mondo torna a Valkenswaard.
La Longines Tops International Arena rappresenta contemporaneamente le radici del circuito e gli standard che il Global Champions Tour ha cercato di sviluppare in tutto il mondo durante questi vent’anni.
Realizzata da Tops con una costante attenzione all’eccellenza, la struttura ha contribuito a stabilire nuovi standard per lo sport equestre grazie ai suoi campi, alle infrastrutture, all’ospitalità e alla cura dei dettagli. Ogni elemento è stato progettato con l’obiettivo di offrire il miglior ambiente possibile a cavalli, cavalieri, proprietari, squadre, partner e spettatori.
Le origini della Longines Tops International Arena risalgono a oltre trent’anni fa: la prima competizione internazionale a cinque stelle si disputò infatti nel 1994. Da allora la struttura si è evoluta fino a diventare una delle principali destinazioni mondiali del salto ostacoli e, oggi, la casa del Longines Global Champions Tour.
«Ho sempre creduto nella visione e nel progetto», racconta Tops guardando al traguardo dei vent’anni. «Quello che volevamo fare era creare qualcosa che potesse trasformare lo sport. Oggi vedere la sua portata globale, il pubblico che abbiamo raggiunto e l’impatto generato è incredibilmente gratificante. È stato un viaggio straordinario».
La portata di questo impatto, secondo il fondatore del circuito, può essere misurata anche attraverso l’influenza che il modello Global Champions ha avuto su altre realtà.
«Siamo orgogliosi che molti Paesi nel mondo, tra cui Brasile, diversi Paesi africani, Australia, Qatar, Stati Uniti e Italia, abbiano preso ispirazione da noi per il format a squadre della GCL. Per noi è un grande complimento».
Vent’anni fa l’ambizione era portare il salto ostacoli verso qualcosa di nuovo. Da allora il Longines Global Champions Tour ha attraversato continenti, introdotto nuovi format, contribuito alla crescita di nuovi campioni e portato questo sport davanti a nuovi pubblici e in scenari fino ad allora impensabili.
Questa settimana torna a casa.
E mentre i migliori cavalieri del mondo arrivano nuovamente a Valkenswaard per un altro capitolo di sport ai massimi livelli, lo sguardo di Jan Tops è già rivolto in avanti.
I primi vent’anni hanno trasformato il panorama del salto ostacoli internazionale. Ora comincia il prossimo capitolo.
LGCT press release
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