Longines EEF Series, la palestra dei futuri campioni: così nascono i cavalli da campionato

Giulia Martinengo Marquet (ITA) with Captain Morgan

La Longines EEF Series è da anni considerata una delle principali piattaforme di crescita per i giovani cavalieri europei. Ma il circuito svolge anche un ruolo fondamentale nello sviluppo dei cavalli destinati ai massimi livelli del salto ostacoli internazionale.

Grazie alle Coppe delle Nazioni disputate in contesti altamente competitivi, con percorsi tecnici, impianti prestigiosi e la pressione della gara a squadre, la serie rappresenta infatti un passaggio chiave nella formazione dei futuri binomi da campionato.

Il cavallo decide quando è pronto

Secondo Edwin Smits, direttore della Finale Longines EEF Series e chef d’équipe della Turchia, non esiste un’età valida per tutti.

“È il cavallo a dirti quando è pronto. Non possiamo essere noi a deciderlo.”

In linea generale, Smits ritiene che i nove anni rappresentino l’età ideale per debuttare nella serie, anche se alcuni soggetti possono essere pronti già a otto anni grazie a mentalità, qualità atletiche e semplicità di gestione.

Un principio condiviso anche dal tecnico della Danimarca Bo K Moller, che sottolinea come anticipare troppo i tempi possa compromettere la crescita del cavallo.

“Se chiedi troppo troppo presto, hai molte più probabilità di rovinare il cavallo invece che costruirlo.”

Per questo motivo, in Danimarca i cavalli affrontano normalmente la loro prima Nations Cup a nove anni, per poi essere preparati gradualmente agli appuntamenti più importanti tra i dieci e gli undici anni.

Esperienza prima del risultato

Per essere selezionato in una Longines EEF Series, un cavallo deve aver già dimostrato continuità su percorsi della stessa altezza.

Secondo Smits, utilizzare una Coppa delle Nazioni per “insegnare” a un cavallo a saltare 1,50 m sarebbe un errore.

Non basta però superare l’altezza degli ostacoli. Il cavallo deve anche dimostrare di saper affrontare ambienti più impegnativi, percorsi spettacolari e un’atmosfera molto diversa rispetto ai tradizionali concorsi due stelle.

“Se il cavallo è ancora troppo impressionabile, troppo forte o non abbastanza sviluppato fisicamente, bisogna aspettare.”

La pressione della gara a squadre

Uno degli aspetti più preziosi della Longines EEF Series è la possibilità di abituare cavalli e cavalieri alla pressione di rappresentare il proprio Paese.

L’amazzone belga Gudrun Patteet sottolinea come la tensione sia percepibile già nel campo prova.

“Tutta la squadra ti osserva e vuole che tu faccia bene. È una pressione completamente diversa.”

Secondo Patteet, anche un percorso con un errore può rappresentare un’importante esperienza formativa.

“Un cavallo può abbattere un ostacolo o prendere un punto di tempo e comunque imparare moltissimo. Non essere netto non significa che non sia stata un’esperienza positiva.”

Il caso Captain Morgan

Anche Giulia Martinengo Marquet ha raccontato quanto la serie sia stata determinante nella crescita di Captain Morgan, protagonista della Longines EEF Series prima di affermarsi a livello internazionale.

“Era esattamente il cavallo che aveva bisogno di quel passaggio per crescere senza essere messo sotto pressione.”

La cavallerizza azzurra ricorda le esperienze maturate a Gorla Minore e Budapest come fondamentali per costruire fiducia e continuità.

“Probabilmente non sarebbe mai stato un cavallo da Nations Cup ad Aachen, ma in questa serie era straordinario, una vera macchina da percorsi netti.”

Un banco di prova per il futuro

Per la chef d’équipe svedese AnnCatrin Carlsson, i percorsi tecnici, il doppio giro e la varietà degli impianti consentono ai giovani cavalli di affrontare situazioni molto simili a quelle che incontreranno nei cinque stelle e nei campionati.

Anche Moller considera il formato su due manche uno strumento prezioso per individuare i futuri cavalli da campionato.

“Quando un cavallo salta meglio il secondo giro rispetto al primo, allora inizi a capire che possiede qualcosa di speciale.”

Secondo il tecnico danese è proprio la capacità di mantenere concentrazione e qualità anche nella seconda manche a rappresentare uno dei segnali più importanti del potenziale di un futuro cavallo da campionato.

Un ponte verso il grande sport

La Longines EEF Series continua così a rappresentare un passaggio fondamentale tra il talento emergente e il massimo livello internazionale, offrendo ai giovani cavalieri e ai giovani cavalli l’opportunità di maturare esperienza in un contesto tecnico e competitivo prima del salto definitivo verso le Coppe delle Nazioni a cinque stelle e i grandi campionati.

Fonte: Comunicato stampa Longines EEF Series
Emily Bevan


Crediti fotografici: © Longines EEF Series / European Equestrian Federation (EEF) – Giulia Martinengo Marquet (ITA) with Captain Morgan

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