Lorenzo Privitera: come si costruisce un campione
Parla Lorenzo Privitera, giovane cavaliere che pochi giorni fa è stato incoronato Campione d’Italia Young Riders, quando fino all’anno scorso montava tra gli Junior. Romano d’origine, oggi Lorenzo svolge gran parte della sua attività sportiva all’estero. La passione per i cavalli e la determinazione sono di famiglia: sua sorella Maria è infatti la nuova campionessa d’Italia pony. Al Campionato d’Italia che si è svolto pochi giorni fa a Le Lame di Montefalco (PG), Lorenzo ha avuto conferma che il suo percorso agonistico e professionale è sulla strada giusta.
Una vittoria nel campionato assoluto nel primo anno da Young Riders. Te lo aspettavi?
«Non avevo la certezza di vincere perché ho affrontato il campionato non con il mio cavallo di punta, ma con Pimpelmees Van De Lentamel. È stata la mia prima cavalla, con cui ho fatto tutte le mie prime esperienze e siamo cresciuti insieme. Quando l’ho comprata era giovane e inesperta, ma poi abbiamo ottenuto bellissimi risultati, fino a gare da 1mt50. Il campionato è iniziato subito col piede giusto: la prima giornata abbiamo conquistato la seconda posizione».
E il secondo giorno?
«Durante la seconda giornata sono venuti un po’ di errori. Il giro era molto impegnativo. Non c’è stato neanche uno zero. La formula dei campionati italiani è unica nel suo genere: cinque giri di questa intensità non esistono in nessun campionato, nazionale o internazionale. Inoltre durante la seconda giornata, dato che eravamo pochi partenti abbiamo dovuto fare un giro dopo l’altro a distanza di poco tempo. Pimpelmess probabilmente ha accusato un po’ la stanchezza».
Domenica poi però la cavalla si è comportata in maniera eccellente, giusto?
«Certo. La cavalla non ha toccato neanche una barriera. Sono estremamente fiero di come si è comportata, ha tutto il mio cuore».
Come mai hai scelto di portare Pimpelmees e non il tuo cavallo di punta?
«Perché la cavalla ha sempre saltato benissimo a Montefalco e proprio lì l’anno scorso aveva vinto il Test Event Junior. L’altro cavallo invece, Ombre Van’t Zorgvliet, è stato impegnato tutto l’anno in gare internazionali, tra cui Coppe delle Nazioni e il Campionato d’Europa Young Riders. Ho deciso di concedergli una pausa per poi ricominciare la stagione con un leggero anticipo».
Com’è stata la stagione 2026 di Pimpelmees?
«All’inizio dell’anno a Valencia ha fatto delle bellissime prestazioni in gare da 1mt45. Nel tre stelle ha affrontato il suo primo Gran Premio da 1mt50 con un solo errore, una gioia infinita per me. Un altro risultato molto importante è stato il terzo posto nel derby allo Stephex Masters: una gara molto divertente e diversa dal solito. Il livello era altissimo e ha vinto Martin Fuchs, uno dei miei cavalieri preferiti. È bello potersi confrontare con atleti di questo calibro ed è anche il motivo per cui cerco di andare il più possibile all’estero».
Quali sono i tuoi prossimi impegni agonistici?
«Domenica i cavalli partiranno dal Belgio per Valencia, dove rimarranno per tre o quattro settimane. Porterò sei o sette cavalli, tra giovani e più esperti. Credo che possano imparare molto in questo tour».
Al momento quanti cavalli hai in lavoro?
«Il mio cavallo di punta è Ombre. Poi ovviamente c’è Pimpelmees. Poi ho un otto anni molto buono che ha preso parte a diverse categorie da 1mt45 chiudendo con zero penalità. Credo che a Valencia potrà fare la sua prima esperienza da 1mt50. C’è Mister Uno, uno stallone che è stato fermo di recente ma che fortunatamente sta tornando molto in forma. Poi ci sono diversi altri giovani cavalli che spero in futuro possano prendere il posto di Ombre o Pimpelmees».
Tua sorella Maria ha vinto il Campionato assoluto Pony. Una passione di famiglia… ma come nasce?
«È iniziata per curiosità, vedendo mio fratello più grande, che ora non monta, fare una semplice prova. I miei genitori non sono del settore. Ho provato, mi è piaciuto subito e all’inizio montavo qualche volta a settimana. Poi con l’arrivo della pandemia ho iniziato a dedicarmici sempre di più, trasformandolo in uno sport agonistico e ora quasi in una professione. Maria, vedendo me, ha iniziato di conseguenza».
Dove avete iniziato a montare?
«Abbiamo iniziato a Roma con Antongiulio Pieraccini. Siamo sempre rimasti con lui e suo figlio Neri. Anche se in questo momento io sono spesso all’estero, siamo sempre in contatto e quando sono in Italia lavoro con loro, mi seguono loro».
Che rapporto avete tu e Maria? Vi sosterrete molto a vicenda immagino…
«Esatto. Io e mia sorella abbiamo un legame fantastico. Ci aiutiamo a vicenda e facciamo molte gare insieme. Praticare lo stesso sport ci ha uniti tantissimo. È una ragazza estremamente in gamba e, come me, ha una grande dedizione: quando vuole raggiungere un obiettivo fa di tutto per ottenerlo. Credo che dedizione e costanza siano la vera chiave di questo sport».
Di Chiara Balzarini
Foto di Sergio Isler
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