Massimo Pacciani e Tattini: il valore del team dietro il percorso di un giovane cavaliere agli Assoluti 2026

Il ruolo del team che affianca il cavaliere assume un valore sempre più centrale in un settore come quello equestre, soprattutto quando si parla di giovani atleti impegnati in appuntamenti di rilievo nazionale come i Campionati Italiani Assoluti, andati in scena presso l’Arezzo Equestrian Center dal 17 al 19 aprile 2026.

Quando si parla di team, si intende una struttura articolata che segue il cavaliere lungo l’intero arco della sua attività sportiva, dal lavoro quotidiano in scuderia fino al momento in cui varca l’ingresso del campo gara, comprendendo anche elementi come l’abbigliamento tecnico, il cui ruolo è spesso compreso fino in fondo soltanto da chi vive questo sport ad alto livello e sa quanto possa arrivare a essere percepito come parte integrante del proprio corpo.

Proprio per questo parliamo del rapporto tra il giovane cavaliere U25 Massimo Pacciani e l’azienda italiana Tattini, una collaborazione che va ben oltre la fornitura di materiale e che racconta, piuttosto, di una condivisione di obiettivi, crescita e fiducia reciproca. Il cavaliere senese, classe 2002, ha affrontato ad Arezzo il Campionato Italiano Under 25, arrivando alla vigilia della finale con una posizione in classifica che lasciava aperte prospettive interessanti per l’ultimo giorno della competizione.

«Finora è andata abbastanza bene, ho affrontato le prime giornate con buone sensazioni e sono riuscito a rimanere in linea con gli altri concorrenti, cosa che in un campionato così combattuto non è mai scontata, soprattutto quando ci si confronta con cavalieri che hanno esperienze e percorsi diversi ma tutti con un livello molto alto di preparazione», ha raccontato Massimo Pacciani poco prima della finale, lasciando trasparire grande maturità e consapevolezza.

Al suo fianco, in campo, Anselorth, un cavallo con cui il rapporto si è consolidato nel tempo, diventando uno degli elementi chiave del suo percorso sportivo. Non si tratta di un incontro recente, ma di una storia costruita con pazienza, lavoro quotidiano e continuità.

«È un cavallo che monto ormai da diversi anni, da quando era giovane, e abbiamo avuto modo di crescere insieme passo dopo passo, affrontando categorie diverse e imparando a conoscerci in ogni situazione, sia in gara che nel lavoro di tutti i giorni, e questo oggi fa la differenza perché mi permette di entrare in campo con maggiore serenità e fiducia», ha spiegato.

Il concetto di binomio, spesso evocato ma non sempre compreso nella sua profondità, emerge con chiarezza dalle parole di Massimo, che sottolinea quanto il lavoro condiviso con il proprio cavallo sia un processo lungo e mai scontato.

«Abbiamo iniziato con categorie più semplici, perché era un cavallo che aveva bisogno di tempo per svilupparsi, e con il supporto delle persone che ci seguono siamo riusciti a portarlo progressivamente verso gare sempre più impegnative, fino ad arrivare ai Gran Premi nazionali e alle competizioni di livello internazionale, ed è proprio questo percorso che oggi rappresenta la soddisfazione più grande», ha aggiunto.

Alle spalle di questo cammino c’è una storia familiare profondamente legata al mondo equestre, un elemento che ha reso naturale l’ingresso di Massimo Pacciani in questo sport fin dalla giovane età.

«Vengo da una famiglia che ha sempre lavorato con i cavalli, abbiamo una scuderia vicino Siena e per me è stato quasi naturale iniziare fin da piccolo, poi con il tempo questa passione è cresciuta sempre di più fino a diventare il mio lavoro, ma senza perdere quell’entusiasmo che avevo da bambino», ha raccontato.

Tra i ricordi più significativi, emerge quello legato a una cavalla che ha segnato una tappa importante nel suo percorso formativo.

«C’è una cavalla, Novas Nebrida, con cui ho fatto le categorie giovanili e che mi ha insegnato davvero tanto, perché pur non essendo grande fisicamente aveva un cuore incredibile e mi ha fatto capire cosa significa davvero costruire un rapporto con il cavallo, ed è stato in quel momento che ho capito che volevo fare questo nella vita», ha ricordato.

Se il campo gara rappresenta il momento più visibile del lavoro di un cavaliere, è dietro le quinte che si costruisce la continuità necessaria per affrontare una stagione intera, ed è qui che il supporto degli sponsor assume un ruolo concreto e quotidiano. Per questo, il legame con Tattini si traduce in una presenza costante, che accompagna ogni fase della sua attività.

«Ho la fortuna di collaborare con Tattini da alcuni anni e per me rappresentano un punto di riferimento importante, perché mi forniscono tutto quello di cui ho bisogno sia per me che per i cavalli, e soprattutto sono sempre disponibili quando c’è da risolvere un problema o migliorare qualcosa, il che fa una grande differenza quando sei spesso in viaggio tra concorsi e allenamenti», ha spiegato.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’abbigliamento tecnico, e in particolare gli stivali, che per un cavaliere sono uno strumento di lavoro a tutti gli effetti.

«Gli stivali che utilizzo attualmente sono estremamente comodi, li indosso per molte ore durante la giornata tra lavoro in piano, salti e gara, e avere un prodotto che si adatta bene e che non crea fastidi è fondamentale, perché alla fine diventa quasi una seconda pelle e ti permette di concentrarti solo su quello che stai facendo», ha aggiunto.

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Toscana Tour Arezzo 2025 – ph.Stefano Secchi / Imagess – Massimo Pacciani Olympic Music

Guardando al futuro, Massimo Pacciani mantiene un approccio lucido, concentrato più sul percorso che sul risultato immediato, una visione che riflette una maturità già evidente nonostante l’età: «In questo momento il mio obiettivo principale è migliorare come cavaliere e far crescere i cavalli che ho a disposizione, cercando di affrontare gare sempre più impegnative con continuità, perché credo che i risultati arrivino come conseguenza del lavoro quotidiano e non come qualcosa da inseguire a tutti i costi», ha affermato.

Un messaggio che si estende anche ai più giovani che si avvicinano a questo sport, spesso attratti dal risultato ma ancora poco consapevoli del percorso necessario per raggiungerlo.

«A chi inizia direi di non avere fretta e di concentrarsi sulla costruzione del rapporto con il proprio cavallo, perché è quello che alla lunga fa davvero la differenza, e di vivere ogni esperienza come un passaggio utile per crescere, senza ossessionarsi con la classifica», ha concluso.

In un contesto competitivo come quello dei Campionati Italiani, si inserisce l’esperienza di vita del giovane Massimo Pacciani, raccontando un’equitazione fatta anche di relazioni e scelte condivise, in cui il ruolo di realtà come Tattini si inserisce come parte integrante di un percorso che va ben oltre il singolo risultato.

© Riproduzione riservata.

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