Mental coaching: un esercizio per fermare i pensieri negativi
Ti è mai capitato di arrivare in gara e di iniziare a fare un pensiero negativo che apparentemente è un pensiero semplice e poi da quel semplice pensiero hai iniziato a creare una valanga di pensieri che ti ha portato ad uno stato di ansia e paura esagerata?
Ad esempio, dal pensiero “caspita dopo potrebbe piovere” hai iniziato ad aggiungere:
Caspita dopo potrebbe piovere à quindi forse potrebbe diventare un temporale à quindi forse potrebbe diventare una tempesta à quindi forse potrebbe diventare fangoso à quindi forse non annullano il percorso e la gara si farà lo stesso à quindi forse il campo sarà più scivoloso à quindi forse potremmo scivolare à quindi forse potremmo cadere à quindi forse potremmo rovinare la gara à quindi forse potremmo farci male à etc
Questo tipo di schema crea dei pensieri negativi che si amplificano e ti portano ad immaginare te stesso in quella situazione per terra nel fango e sotto il diluvio e, questa immagine, ti porta a provare ansia e paura.
La realtà è che quando tu fai quel pensiero sei ancora all’asciutto prima della gara ma quel pensiero ti porta a creare una valanga di pensieri negativi e in pochi secondi provi il senso di terrore perché quel piccolo pensiero ti porta a vedere quel disastro.
Ti è mai successo di trovarti in mezzo a questi pensieri valanga negativi?
Succede più spesso di quanto pensi, e combattere questi pensieri di solito peggiora le cose.
Il problema non è avere pensieri negativi: li hanno tutti, anche i campioni. Il problema è quando uno tira l’altro e ti ritrovi in sella con la testa piena di rumore, il corpo rigido e mani che trasmettono tensione al cavallo.
Esercizio scrittura dei pensieri valanga
Quando ti parte uno di quei pensieri che poi diventa una valanga:
- Prendi un foglio e una penna.
- Scrivi tutti i pensieri negativi che hai in testa, uno dopo l’altro, senza filtri.
- Quando finiscono quelli “ragionevoli”, non fermarti. Aggiungi quelli più estremi: “cado”, “mi faccio male”, “il cavallo non salterà mai più”, “nessuno mi vorrà più in squadra”.
- Quando hai finito quelli estremi inizia a scrivere quelli catastrofici: “adesso arriverà un fulmine che fa saltare la luce”, e aggiungi fino al paradossale “arriverà una meteorite che ci distrugge tutti”
- Arriva a 50 pensieri.
- Vai avanti a scrivere la tua lista finché arrivi al meteorite e ti accorgi che è assurdo.
- Quando ti rendi conto che i pensieri sono diventati assurdi trova una frase chiave per chiudere l’esercizio. Ad esempio “che pensieri assurdi”, oppure “chiudi quella bocca!” , oppure “smetti di farti questi film assurdi!”.
Molto probabilmente mentre stai scrivendo questa lista di eventi assurdi che potrebbero accadere ti accorgerai che sono proprio “assurdi” e ti troverai a dirti “ma che pensiero assurdo”!
E’ proprio in quel momento che potrai notare come la tua mente, ritenendo quei pensieri assurdi smetterà di crederci e quindi potrai iniziare ad avere potere sui tuoi pensieri e fermarli!!
Perché è utile scrivere la lista valanga di eventi assurdi?
Perché ti aiuta a renderti conto di quanti pensieri fai. Ti rendo conto che quando li scrivi, questi pensieri diminuiscono. Ti rendi conto che dopo averli scritti diventano più leggeri, più piccoli. Ti rendi conto che quando diveno assurdi ti viene da ridere.”
Scrivere porta i pensieri fuori dalla testa. Da rumore di fondo diventano qualcosa che puoi guardare.
L’esagerazione toglie potere. Quando arrivi al catastrofico, il tuo cervello lo riconosce come assurdo.
Ridere crea distanza. Non sei i tuoi pensieri: li stai osservando.
Quando puoi fare questo esercizio?
La sera prima di una gara o quando sei al concorso e hai abbastanza tempo per farlo.
Ti bastano un foglio e una penna e 5-10 minuti di tempo con te stesso.
Fai l’esercizio a freddo, almeno un paio di volte prima di una gara importante.
Così, quando in campo prova a partire la valanga di pensieri negativi, saprai già cosa fare: ti basterà ricordare la lista e la frase che hai scelto per chiuderla.
Non devi smettere di avere pensieri negativi. Devi smettere di dargli retta.
Provalo, e poi raccontami come è andata.

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