Caso studio di una cavalla Haflinger: l’importanza degli esami del sangue

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Cavallo Haflinger da Bolzano una razza affabile e forte

In questo articolo, Horseshowjumping.tv esplorerà il caso clinico di una cavalla di razza Haflinger, di circa 24 anni. L’obiettivo è trasmettere l’importanza di un’accurata valutazione degli esami del sangue del cavallo nella diagnosi e nel trattamento di patologie equine come il Morbo di Cushing, e far comprendere come la valutazione dei parametri ematici possa essere essenziale nella gestione della salute dei nostri amici cavalli.

Il Morbo di Cushing nei Cavalli

In questo quarto caso studio prendiamo in esame una cavalla di razza Haflinger, presumibilmente di 24 anni, di proprietà di un’associazione di protezione animali. Da circa 15 anni, vive con altri 23 cavalli in un ampio recinto situato in una vasta area montana. Questo recinto è dotato di numerosi abbeveratoi e di un’ampia tensostruttura di riparo, fornita di lettiera permanente, che offre protezione durante i mesi freddi, da ottobre a maggio. Durante i mesi estivi, la cavalla gode della libertà di pascolare in un alpeggio.

La sua alimentazione è attentamente gestita: durante la stagione fredda, si basa esclusivamente su fieno, che le viene somministrato tramite porta-balloni sempre disponibili 24 ore su 24. Durante l’estate, invece, si nutre liberamente di erba di pascolo. Ogni giorno, riceve una piccola integrazione di frutta o verdura, un gesto che contribuisce a mantenere un rapporto positivo e fiducioso con i gestori dell’associazione.

Non essendo impiegata per lavoro, la cavalla non subisce stress derivante da attività fisiche intense. Tuttavia, le condizioni di stabulazione offerte garantiscono comunque molte ore di movimento durante tutto l’anno, consentendole di esprimere il suo comportamento naturale e di partecipare alle dinamiche sociali del branco.

Questo ambiente controllato e ben gestito fornisce alla cavalla non solo le risorse alimentari necessarie, ma anche un ambiente confortevole e stimolante che favorisce il benessere fisico e mentale. La sua vita trascorsa in compagnia di altri cavalli, con accesso a spazi aperti e alle risorse naturali, riflette un modello di gestione che tiene conto del benessere dell’animale in tutte le sue sfaccettature.

La visita veterinaria

Durante i primi giorni dell’estate, la cavalla è stata sottoposta a una visita veterinaria a causa di un graduale ma costante insorgere di sintomi preoccupanti. Tra questi, si segnalava una difficoltà a perdere il pelo invernale in modo completo, con conseguente mantenimento di un mantello folto e ondulato, condizione nota come irsutismo.

Inoltre, si sono verificate formazioni cutanee simili a croste in alcune aree sparse del corpo. Il cavallo presentava anche un dimagrimento lento e regolare, nonostante l’alimentazione adeguata e le periodiche analisi fecali, le quali non hanno mai evidenziato la presenza di parassiti.

Altri segnali clinici inclusi erano poliuria (un aumento nella quantità e nella frequenza delle urine) e polidipsia (aumento della sete), oltre a segni di letargia e a un’irregolare sporgenza del cuscinetto adiposo sovraorbitale.

Diagnosi e terapia

Viste la sintomatologia clinica, in particolare l’irsutismo, e l’età superiore ai 19 anni, viene ipotizzata come causa principale del malessere della cavalla il morbo di Cushing, una patologia ormonale che porta l’ipofisi intermedia ad un aumento di produzione di ACTH (ormone adenocorticotropo).

Si procede quindi ad una titolazione di ACTH mediante prelievo ematico, il quale fornisce il valore di 115 pg/ml (data 09 agosto). Il valore viene considerato positivo e viene impostata una terapia a base di Pergolide Melisato. Dopo circa 3 settimane si assiste ad un deciso miglioramento della condizione clinica, proseguendo poi la terapia fino al 20 ottobre, dove il prelievo, in analoghe condizioni e presso l’analogo laboratorio, fa registrare un valore di 34,9 pg/ml.

Si corregge quindi per difetto la terapia, mantenendo la Pergolide Melisato con una posologia di mantenimento quotidiana. La cavalla dal periodo autunnale in poi non ha più manifestato alcun sintomo, se non alcuni rari casi di formazioni crostose sulla cute, guarite spontaneamente.

Consulta gli esami del sangue:

È di fondamentale importanza considerare il contesto stagionale quando si interpretano i risultati degli esami del sangue, poiché il valore di ACTH presenta variazioni significative durante l’anno, con livelli più bassi da dicembre a giugno e valori più elevati ad agosto, settembre e ottobre. Questa conoscenza è fondamentale per una valutazione accurata degli esiti.

Il Morbo di Cushing è caratterizzato da un aumento marcato della produzione di ACTH, che agisce sulla zona corticale della ghiandola surrenale stimolando la produzione di cortisolo. Questo ormone, in condizioni fisiologiche normali, svolge diverse funzioni cruciali nel corpo, tra cui l’aumento della glicemia e un’azione anti-infiammatoria. Tuttavia, un’eccessiva produzione di cortisolo nel tempo può portare a gravi conseguenze, come iperglicemia, astenia, osteoporosi, atrofia muscolare e casi severi di laminite.

È importante sottolineare che il trattamento del morbo di Cushing, sebbene possa offrire una buona prognosi nella maggior parte dei casi, spesso richiede una terapia a lungo termine, se non permanente. Questo impegno costante è essenziale per gestire efficacemente la condizione e garantire il benessere a lungo termine del cavallo.

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In collaborazione con il medico veterinario Matteo Villa

© Riproduzione riservata.

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