Quarta al mondo: l’Italia dei giovani cavalli lascia il segno in Portogallo
Passata la visita veterinaria dell’ultimo cavallo in gara, visibilmente soddisfatti, il capo équipe della Nazionale Carlo Di Battista e il team vet Nicola Pilati hanno commentato all’unisono la prestazione degli azzurri.
«Abbiamo dato il massimo che potevamo dare e siamo riusciti nel nostro intento, ovvero portare in fondo quanti più binomi possibile e nelle migliori condizioni fisiche. Soltanto la Spagna ci ha eguagliato con quattro cavalli qualificati e terminare quarti, davanti a squadre come Bahrain e Portogallo, quest’ultimo in bella evidenza a Jullianges, è una grande soddisfazione. Anche colei che era la riserva della squadra, Serena Sereni con Delipszjo del Team Casentino Endurance ASD, ha concluso bene. Siamo dunque a cinque binomi italiani al traguardo».
Anche il referente del Dipartimento FISE endurance Alessandro Salari si è detto molto contento trattandosi, anche se di giovani cavalli, pur sempre di un mondiale molto agguerrito e sempre più sentito.
Il commissario tecnico Di Battista ha inoltre rimarcato il valore dei cavalli azzurri riusciti nell’impresa, sottolineando un aspetto tutt’altro che secondario. Si tratta di soggetti nati, allevati e allenati in Italia, espressione dunque di un movimento che continua a lavorare sulla crescita e sulla valorizzazione dei propri giovani cavalli.
La classifica finale dei FEI Endurance World Championship for Young Horses, disputati oggi a Barroca d’Alva, racconta quindi di una bella prova dell’Italia, chiamata ad affrontare una giornata particolarmente impegnativa dal punto di vista climatico.
Il termometro ha raggiunto i 37 gradi, accompagnati da tassi di umidità importanti, mentre il terreno ha aggiunto ulteriori difficoltà con tratti pesanti, sabbia e polvere a farla da padrona.
I 120 chilometri della competizione iridata riservata ai cavalli di otto anni hanno rappresentato un banco di prova importante per l’Italia, confrontatasi con realtà internazionali e scuderie che possono contare su centinaia di cavalli e che programmano la propria attività proprio in funzione di appuntamenti di questo livello.
Sul podio sono saliti gli Emirati Arabi Uniti, medaglia d’oro con tre binomi, la Francia, argento anch’essa con tre binomi, e la Spagna, bronzo con quattro. Subito alle loro spalle una bella compagine azzurra, coesa dentro e fuori dal campo gara.

Il quarto posto dell’Italia è stato costruito, nell’ordine della classifica finale, grazie alle prestazioni di Costanza Laliscia con Ines de Callupolo, Federico Valeri con Cursor Agylla, Giulia Bonomi con Furia Buia e Chiara Salvadori con Emoszjonante.

Quattro cavalli al traguardo per la classifica a squadre, ai quali si aggiunge, come accennato, Delipszjo con Serena Sereni, partito a titolo individuale e capace a sua volta di portare brillantemente a termine il Mondiale.

Dispiacere invece per lo stop di Jacopo Di Matteo e Ade DM. Il binomio de La Mandrakata ASD ha provato con coraggio a spingere sull’acceleratore per cercare il risultato, ma ha dovuto arrendersi al verdetto veterinario.

Anche l’altra italiana presente a Barroca d’Alva, Martina Saviori dell’ASD Badea, in gara a titolo individuale con Ilico Cabirat per i colori del team arabo M7, non è riuscita a portare a termine la competizione ma la caparbia amazzone si rifarà ben presto.
Erano complessivamente 103 i cavalli di otto anni al via, in rappresentanza di 27 nazioni, chiamati a misurarsi con una gara difficile, selettiva e tutt’altro che piatta.
Otto anni sono pochi, pochissimi, nella vita sportiva di un cavallo maratoneta. È forse anche questo uno degli aspetti più importanti da ricordare quando si parla di un Mondiale dedicato ai giovani cavalli. Per molti di loro Barroca d’Alva non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso ancora lungo. Avranno tempo e modo per maturare, crescere e, perché no, tornare a misurarsi sui grandi palcoscenici internazionali.
Per l’Italia resta un quarto posto mondiale che premia il lavoro della squadra, ma soprattutto cinque cavalli italiani capaci di vedere il traguardo in una giornata nella quale arrivare in fondo e arrivarci bene, era già parte della sfida.
Classifiche su App Yamamah.
Foto by Oreste Testa – SportEndurance
Luca Giannangeli – SportEndurance
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