Sean Crooks: il lavoro dietro il campionato

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La pressione dei grandi appuntamenti

In occasione dei World Championships di Aachen, abbiamo incontrato Sean Crooks, rinomato trainer internazionale, per parlare della pressione delle grandi competizioni, delle basi della corretta equitazione e della filosofia che guida il suo lavoro con cavalli e cavalieri.

Crooks ha costruito la propria carriera sulla formazione di cavalli e cavalieri, partendo da una tradizione familiare profondamente legata all’equitazione, passando attraverso la propria carriera agonistica e arrivando a lavorare con alcuni dei più importanti professionisti dello sport. Oggi è uno dei tre fondatori di M.70 High Performance, insieme a Harrie Smolders e Chris Sorensen.

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Una settimana ad Aachen

Ad Aachen, Crooks ha avuto diversi ruoli durante la settimana. Il suo socio Harrie Smolders era in gara con Mr Tac, mentre Sean ha anche sostituito un trainer americano impossibilitato a partecipare, seguendo durante il campionato un cavaliere della Repubblica Dominicana.

“È stata una settimana fantastica di salto ostacoli, con percorsi bellissimi. Ovviamente Aachen è il posto dove tutti vogliono essere e dove tutti vogliono venire ad allenarsi.”

I campionati portano con sé un livello di pressione particolare. Squadre, cavalieri, cavalli e trainer arrivano sapendo che ogni percorso può avere un peso importante sul risultato finale.

“C’è molta pressione su tutti durante questa settimana, sulle squadre e su tutto il resto. Ma se credi nel lavoro che fai e ti senti solido, questo di solito ti permette di affrontare la situazione con maggiore tranquillità.”

Smolders e Mr Tac hanno iniziato il campionato con un ottimo risultato, chiudendo al secondo posto nella prima giornata e sfiorando la vittoria dopo una prestazione di grande livello.

Per Crooks, momenti come questo sono il risultato di anni di preparazione.

“Mi piace molto partecipare ai campionati. Ne ho già fatti diversi con studenti che ho allenato per molti anni e spero di partecipare a molti altri.”

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Una famiglia di cavalieri e trainer

L’approccio di Sean all’allenamento nasce molto prima della sua carriera professionale. I cavalli facevano parte della sua vita familiare. Entrambi i genitori erano trainer e sua nonna gestiva una scuola di equitazione, dove insegnare e formare cavalli e cavalieri era il centro dell’attività.

“Non dovevi necessariamente avere un cavallo o un pony. Potevi semplicemente venire a prendere lezioni. Era il tuo primo approccio all’equitazione.”

Quell’ambiente gli ha dato una solida base sia come cavaliere sia come insegnante. A 18 anni si è trasferito a Wellington, in Florida, dove ha avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei più rispettati professionisti dello sport, tra cui il medagliato olimpico Norman Dello Joio ed Eddie Macken.

“I miei genitori mi hanno mandato dai migliori dei migliori per imparare davvero la classica equitazione.”

Imparare attraverso la propria esperienza

Anche la sua carriera agonistica ha avuto un ruolo importante nella formazione del trainer che sarebbe diventato. Sean racconta di non essersi mai affidato esclusivamente al talento naturale. Ha imparato a lavorare con metodo, concentrandosi sui dettagli e sulla preparazione.

“Non mi sono mai affidato al talento. Ho dovuto essere istruito e ho dovuto imparare a insegnarlo. Dovevo fare meglio quelle piccole cose che magari i cavalieri naturalmente dotati potevano permettersi di trascurare.”

Questa esperienza si è rivelata fondamentale quando ha iniziato a dedicarsi sempre più all’allenamento di cavalli e cavalieri.

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Dal ruolo di cavaliere a quello di trainer

Circa dodici anni fa, due interventi alle anche hanno portato Sean a riconsiderare la propria carriera agonistica. In quel periodo si era già trasferito in Europa con l’obiettivo di continuare a competere, ma la situazione fisica lo ha costretto a cambiare direzione.

“A quel punto ho iniziato a mettere in discussione la mia carriera agonistica e ho concentrato tutto il mio tempo sulla compravendita e sull’allenamento.”

Da quella scelta è iniziato un nuovo capitolo della sua carriera, dedicato alla formazione di cavalli e cavalieri e alla costruzione di programmi di allenamento a livello internazionale.

Credere nel proprio lavoro

Per Crooks, essere un trainer significa anche comprendere le pressioni che un cavaliere deve affrontare, avendole vissute personalmente durante la propria carriera.

“Credere nel lavoro che fai e continuare a essere uno studente di questo sport.”

Per Sean, imparare non finisce mai.

“Non puoi mai smettere di imparare. Devi continuare a imparare cose nuove ogni giorno. Devi essere uno studente dello sport, essere vulnerabile.”

Sean descrive questo atteggiamento come la capacità di essere “sicuri della propria insicurezza”, accettando di non avere mai tutte le risposte e mantenendo la volontà di continuare a crescere.

Allo stesso tempo, crede nella necessità di avere fiducia nei principi sui quali si costruisce il proprio sistema.

“Avere fiducia nei principi, nei principi classici e nell’arte dell’equitazione, è davvero molto importante per me.”

Costruire fiducia nel tempo

Uno degli obiettivi principali del suo lavoro è aiutare i cavalieri a credere in se stessi, nei propri cavalli e nel sistema che hanno costruito insieme.

Ma questa fiducia non si crea in pochi mesi.

“Ci vogliono molti anni per costruirla. Gli studenti con cui ho avuto più successo sono quelli con cui abbiamo lavorato per anni. Non è una cosa di tre mesi. È una crescita annuale.”

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Ioli Mytilineou e il valore del percorso

Uno degli esempi più significativi della filosofia di Sean è il suo rapporto professionale con la greca Ioli Mytilineou.

Crooks ha allenato Ioli per quasi otto anni, accompagnandola attraverso importanti competizioni e alcuni dei momenti più significativi della sua carriera. Il loro percorso è stato costruito nel tempo, attraverso fiducia, continuità e una comprensione condivisa del sistema di lavoro.

Per Sean, uno dei risultati più importanti per un trainer arriva quando il proprio allievo è in grado di continuare ad avere successo anche senza la sua presenza costante.

“Una delle più grandi soddisfazioni della mia vita è vedere i miei studenti andare avanti e continuare ad avere successo anche senza di me.”

Quando arriva il momento di lasciare andare

Per Crooks, un buon trainer deve dare ai propri cavalieri gli strumenti necessari per diventare indipendenti.

“Non voglio che quando non ci sono crollino completamente. Penso che sia fantastico vedere un cavaliere continuare ad avere successo ai massimi livelli dello sport.”

La continuità dei risultati di Ioli Mytilineou rappresenta per Sean una delle soddisfazioni più importanti del loro lungo percorso insieme.

“Mi piace pensare di aver avuto una piccola parte in questo, aiutandola a trovare la sua strada, fidandosi di me per aiutarla a trovarla e a credere in quella strada e in se stessa.”

La nascita di M.70 High Performance

La stessa filosofia di collaborazione e crescita a lungo termine è alla base di M.70 High Performance.

Il progetto, fondato da Sean Crooks, Harrie Smolders e Chris Sorensen, nasce dalla volontà di riunire tre professionisti con esperienze diverse e complementari, mettendo a disposizione dei propri atleti una visione condivisa dell’allenamento e della competizione.

Per Sean, l’idea è nata anche dalla volontà di migliorare continuamente il modo in cui lavora con i propri studenti.

“Ho iniziato a chiedermi come poter rendere ancora migliore quello che facevo con alcuni dei miei studenti.”

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Tre trainer, una visione condivisa

La struttura di M.70 permette ai tre professionisti di lavorare insieme oppure separatamente, a seconda delle esigenze dei loro atleti.

“Possiamo essere a tre show diversi nella stessa settimana. Oppure possiamo essere tutti allo stesso show.”

Questa flessibilità è particolarmente importante nello show jumping internazionale, dove cavalieri e cavalli si spostano continuamente tra competizioni e paesi diversi.

Il lavoro dietro il risultato

Al centro della filosofia di Crooks c’è una convinzione precisa: i risultati importanti richiedono tempo.

Il risultato di un campionato può arrivare in pochi minuti, durante un percorso, ma tutto ciò che permette a un cavaliere e al suo cavallo di arrivare pronti a quel momento nasce da anni di lavoro.

Tecnica, fiducia, capacità decisionale, gestione della pressione e rapporto con il cavallo fanno parte di un percorso molto più lungo del singolo risultato.

Quello che il pubblico non vede

Il lavoro di Sean con Ioli Mytilineou rappresenta bene questa filosofia, mentre la nascita di M.70 High Performance segna un nuovo capitolo del suo percorso come trainer.

“Ci piace venire a questi grandi campionati, ma sono il risultato di molti anni di lavoro e dell’intero team.”

Quello che il pubblico vede durante un campionato è soltanto il momento finale. Dietro ci sono anni di allenamento, errori, crescita, preparazione e fiducia tra cavallo, cavaliere e trainer.

“Questo è quello che vede la gente. Tutto il resto, tutto quello che raggiungi lungo il percorso, è un po’ la ciliegina sulla torta.”

Valentina Sozzi Senn

Ph Ahmed Photography

© Riproduzione riservata.

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