Definire la zoppia in un cavallo, tipologie e manifestazioni cliniche

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L’importanza di individuare l’arto ammalato per definire la sede della zoppia e per risolvere il danno collaterale.

Durante una visita veterinaria, per analizzare una zoppia in un cavallo, la prorità è data dall’individuazione dell’arto ammalato; in un secondo tempo si provvederà alla localizzazione della sede della lesione. È importante sottolineare che sia opportuno che l’identificazione dell’arto affetto da zoppia sia certa, aspetto che potrebbe sembrare scontato, ma che non lo è.

Capita a volte che l’indagine sia deviata o ingannata dalla presenza molto evidente di alterazioni anatomiche o di lesioni che non sono la vera causa della zoppia, ma che si presentano sull’arto opposto a quello ammalato, e che sono danni collaterali conseguenti allo spostamento più o meno prolungato dei carichi.

La certezza di questa valutazione ci permette non solo di stabilire la vera sede della zoppia, ma anche di risolvere il danno collaterale, evitando così le recidive.

Sedi più comuni di zoppia nel cavallo

La maggioranza delle zoppie, normalmente, coinvolge gli arti anteriori e si localizza dal carpo in giù. Le zoppie degli arti posteriori interessano frequentemente, oltre alle parti distali, anche i garretti e le grasselle.

Spesso le zoppie sono legate al tipo di specialità eque-stre, poiché il tipo di lavoro eseguito provoca continue sollecitazioni e insulti su alcune parti dell’arto, determinando delle vere e proprie patologie.

Le tipologie di zoppia

Le zoppie nei cavalli si propongono con determinate caratteristiche, come se avessero un curriculum. La loro conoscenza ci permette di indirizzare nella maniera più appropriata la nostra indagine.

Le possiamo elencare e classificare, tenendo presente che a volte specifiche caratteristiche sono interattive e complementari fra di loro. Può sembrare un paradosso, ma l’arma vincente per individuare l’arto ammalato e la sede dello stato morboso è il dolore.

Con varie manualità e aumentando le pressioni e i carichi al passo e al trotto, secondo la necessità, si può esasperare su un punto il dolore e rendere più visibili le reazioni di difesa.

Le zoppie si possono dividere in due categorie: zoppie meccaniche e zoppie algiche.

  1. Zoppia meccanica – Causata da alterazioni irreversibili che invalidano del tutto la funzionalità e la motilità dell’arto o di una sua parte.
  2. Zoppia algica – Causata dal dolore.

I sintomi di una zoppia nelle sue varie fasi

E’ utile conoscere la modalità con la quale si è presentata la zoppia:

  • Zoppia acuta – Si manifesta improvisamente.
  • Zoppia subacuta o subcronica – Determinata da una incompleta risoluzione della zoppia acuta.
  • Zoppia cronica – Per patologie irreversibili persistenti.
  • Zoppia a freddo – Si manifesta all’inizio del lavoro e con il persistere del movimento diminuisce o scompare. E’ solitamente riferibile a problemi ossei o artrosici.
  • Zoppia a caldo – Si manifesta durante o dopo il lavoro. E’ solitamente riferibile a problemi muscolari, o a processi infiammatori di articolazioni, legamenti e tendini.
  • Zoppia intermittente – Si manifesta con l’alternarsi di periodi di recessione a periodi di crisi.
  • Zoppia su terreno duro – Si manifesta quando il cavallo lavora su terreno duro. E’ abbinata alla zoppia a freddo ed è di origine ossea.
  • Zoppia su terreno soffice o molle – Si manifesta quando il cavallo lavora su terreno molle. E’ abbinata alla zoppia a caldo ed è di origine articolare o tendi-neo-legamentosa.

Dal libro del dottor Vittorio Meschia “La zoppia del cavallo: conoscere per capire” – per l’acquisto inviare una mail all’indirizzo press@horseshowjumping.tv

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