Addio a Monty Roberts, il pioniere dell’addestramento gentile: il mondo equestre perde “L’uomo che ascoltava i cavalli”
Il mondo equestre internazionale è in lutto per la scomparsa di Monty Roberts, uno dei più influenti innovatori nel rapporto tra uomo e cavallo. L’etologo e addestratore statunitense, conosciuto in tutto il mondo come “L’uomo che ascoltava i cavalli”, si è spento serenamente nella notte del 1° agosto nella sua storica Flag Is Up Farms di Solvang, in California. Aveva 91 anni.
A darne notizia è stata la famiglia, che ha comunicato come Roberts sia morto circondato dall’affetto della moglie Pat e dei suoi cari.
Nato a Salinas, in California, nel 1935, Roberts ha dedicato l’intera vita a rivoluzionare il modo di intendere l’addestramento del cavallo. In un’epoca in cui i metodi coercitivi erano ancora ampiamente diffusi, ha promosso un approccio fondato sull’osservazione del comportamento naturale degli equini, sul rispetto e sulla costruzione di un rapporto di fiducia.
Dallo studio dei mustang allo stato brado nacque il suo celebre metodo Join-Up®, basato sull’interpretazione del linguaggio corporeo del cavallo, che Roberts definiva Equus. L’obiettivo non era “domare” l’animale attraverso la forza, ma instaurare una collaborazione volontaria, trasformando il rapporto tra cavallo e uomo in una relazione fondata sulla comunicazione e sulla reciproca fiducia.
La notorietà internazionale arrivò anche grazie all’incontro con la regina Elisabetta II. Dopo aver assistito a una sua dimostrazione nel 1989, la sovrana britannica ne apprezzò profondamente il lavoro, invitandolo più volte nel Regno Unito e contribuendo in maniera determinante alla diffusione dei suoi principi in tutto il mondo.
A consacrarne definitivamente il successo fu anche il libro autobiografico L’uomo che ascolta i cavalli, pubblicato nel 1997 e tradotto in numerose lingue. L’opera divenne un bestseller internazionale, superando i confini dell’equitazione e trovando spazio anche negli ambiti della leadership, della formazione e della psicologia, grazie al suo messaggio incentrato sull’ascolto, sul rispetto e sulla comunicazione non violenta.
L’eredità lasciata da Monty Roberts va ben oltre la tecnica di addestramento. Il suo lavoro ha contribuito a cambiare il dibattito sul benessere del cavallo, anticipando molti dei temi oggi al centro dell’equitazione moderna e promuovendo una cultura del rispetto dell’animale che ha influenzato generazioni di cavalieri, istruttori e professionisti del settore.
In una nota ufficiale, la famiglia ha ringraziato per le migliaia di messaggi di cordoglio ricevuti da ogni parte del mondo, confermando che la fondazione e i centri ufficiali continueranno a portare avanti il suo insegnamento.
Con la scomparsa di Monty Roberts, il mondo equestre perde uno dei suoi più grandi innovatori. Rimane però un’eredità destinata a continuare, fatta di dialogo, empatia e della convinzione che il rispetto rappresenti il punto di partenza per ogni autentica relazione tra uomo e cavallo.
Fonte: comunicato della famiglia Monty Roberts / FRV News Magazine.
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