Cresty Neck, quando il collo del cavallo racconta qualcosa della sua salute.
Quella cresta pronunciata sulla sommità del collo può sembrare soltanto una caratteristica fisica, conosciuta dagli esperti come Cresty Neck.
In realtà, dietro l’accumulo di grasso in questa regione può nascondersi un importante segnale metabolico. Imparare a riconoscerlo significa imparare ad ascoltare ciò che il corpo del cavallo sta cercando di dirci.
Ci sono dettagli che, agli occhi di chi vive ogni giorno accanto ai cavalli, diventano quasi familiari.
Una rotondità in più. Una linea del collo che cambia lentamente. Una cresta che diventa più evidente, più spessa, più consistente.
A volte la si guarda senza darle troppo peso. Può sembrare semplicemente la caratteristica di un cavallo “in forma”, robusto, magari particolarmente facile da mantenere. Eppure proprio quella cresta può raccontare una storia diversa.
È ciò che in medicina veterinaria viene comunemente definito Cresty Neck, letteralmente “collo crestato”: un accumulo di tessuto adiposo localizzato lungo la parte superiore del collo.
E non è soltanto una questione estetica.
Un collo che cambia.
Il grasso nel cavallo non si deposita necessariamente in maniera uniforme. Alcuni soggetti sviluppano accumuli regionali particolarmente evidenti, per esempio lungo il collo, dietro le spalle o attorno all’attaccatura della coda.
Il Cresty Neck è proprio una di queste manifestazioni di adiposità regionale ed è frequentemente osservato nei cavalli affetti da sindrome metabolica equina. Ma c’è una distinzione fondamentale: avere un collo crestato non significa automaticamente avere la sindrome metabolica equina. La presenza di obesità o di una cresta adiposa, da sole, non sono sufficienti per formulare questa diagnosi.
Per valutare in modo meno soggettivo questa caratteristica è stato sviluppato il Cresty Neck Score (CNS), un sistema di punteggio dedicato alla valutazione dell’adiposità del collo. Uno dei lavori scientifici di riferimento sulla standardizzazione di questo metodo è quello pubblicato da Carter e colleghi, che ha studiato il CNS insieme ad altre misure della condizione corporea in cavalli e pony. Ed è qui che l’occhio del proprietario può diventare prezioso.
Non serve aspettare che il cambiamento diventi eclatante. Conoscere il proprio cavallo significa anche accorgersi delle piccole trasformazioni: osservare la forma del collo, palpare la cresta, controllare la distribuzione del grasso e confrontare nel tempo la sua condizione corporea.
Non sempre un cavallo “tondo” è semplicemente un cavallo ben nutrito.
Per molto tempo un cavallo dalle forme generose è stato facilmente associato all’immagine di un animale sano e ben alimentato.
Oggi sappiamo che la realtà è più complessa. L’obesità e l’adiposità regionale possono accompagnarsi a problemi metabolici. Nella sindrome metabolica equina (EMS), l’elemento centrale è la disregolazione insulinica, una condizione nella quale la normale regolazione dell’insulina è alterata. Il consenso scientifico dell’European College of Equine Internal Medicine identifica proprio la disregolazione insulinica come il principale fattore metabolico associato alla EMS e al rischio di laminite endocrinopatica.
E c’è un particolare ancora più importante, non tutti i cavalli metabolicamente a rischio sono necessariamente molto grassi. Esistono infatti anche soggetti con EMS che non presentano una marcata obesità generalizzata. È uno dei motivi per cui osservare dove il cavallo accumula grasso può essere importante quanto chiedersi semplicemente quanto pesa.
Quando dal collo bisogna guardare verso gli zoccoli.
È qui che il Cresty Neck smette definitivamente di essere una questione di silhouette. La disregolazione insulinica è strettamente legata al rischio di laminite endocrinopatica, una condizione dolorosa e potenzialmente molto grave che interessa le strutture lamellari dello zoccolo. La letteratura veterinaria considera oggi le disfunzioni endocrine tra le principali cause alla base della laminite nel cavallo. Questo non significa che ogni cavallo con una cresta evidente svilupperà una laminite. Significa, piuttosto, che quel segnale merita di essere inserito in un quadro più ampio. Un collo particolarmente crestato, depositi adiposi localizzati, una condizione corporea eccessiva o una precedente storia di laminite sono elementi che possono spingere il veterinario ad approfondire la situazione e, quando indicato, a valutare la regolazione insulinica attraverso test specifici. La diagnosi di EMS, infatti, non dovrebbe essere formulata semplicemente osservando l’aspetto esteriore del cavallo.
Il prato, la razione e quei chili che arrivano lentamente.
Poi c’è la quotidianità. Il fieno nella mangiatoia. Il mangime. Le ore trascorse al pascolo. L’attività fisica che diminuisce durante alcuni periodi dell’anno. Piccole variazioni che, sommate giorno dopo giorno, possono modificare profondamente la condizione corporea di un cavallo predisposto. Nei soggetti con EMS la gestione alimentare rappresenta uno dei cardini dell’intervento. Anche l’accesso al pascolo può richiedere particolare attenzione, perché la composizione nutrizionale dell’erba cambia e l’assunzione di carboidrati può influenzare la risposta insulinica nei cavalli predisposti.
Ma gestione non significa semplicemente “dare meno da mangiare”.
Significa costruire una dieta adeguata al singolo animale, conoscere il foraggio che riceve, controllarne la condizione corporea e assicurarsi che la razione rimanga nutrizionalmente equilibrata. Quando necessario, questo percorso dovrebbe essere impostato insieme al veterinario e a un professionista competente in nutrizione equina.
Anche l’esercizio può avere un ruolo importante: nei cavalli nei quali è clinicamente appropriato, l’attività fisica contribuisce alla gestione della massa grassa e può migliorare la sensibilità insulinica. Naturalmente il discorso cambia completamente in presenza di laminite attiva o dolore, situazioni nelle quali il movimento deve essere gestito secondo indicazione veterinaria Forse il valore più grande del Cresty Neck sta proprio qui. Nella possibilità di accorgersi di qualcosa prima che diventi qualcos’altro.
Una fotografia scattata ogni mese dalla stessa posizione. Una valutazione periodica del Body Condition Score e del Cresty Neck Score. Una mano passata lungo la cresta del collo non soltanto per accarezzare, ma anche per osservare e conoscere. Perché prendersi cura di un cavallo non significa soltanto intervenire quando compare una malattia. Significa imparare a riconoscere quei piccoli segnali attraverso i quali il suo organismo ci racconta che qualcosa sta cambiando.
Il Cresty Neck non è una diagnosi e non è una sentenza. È un segnale da interpretare.
E qualche volta, prestare attenzione a quel segnale può significare arrivare prima: prima dell’eccessivo aumento di peso, prima che un’alterazione metabolica passi inosservata e, soprattutto, prima che siano gli zoccoli a raccontarci che avremmo dovuto guardare più attentamente quel collo.
HSJ – RL
Fonti scientifiche
Carter R.A., Geor R.J., Staniar W.B., Cubitt T.A., Harris P.A. Apparent adiposity assessed by standardised scoring systems and morphometric measurements in horses and ponies. The Veterinary Journal. Studio di riferimento per la valutazione dell’adiposità del collo e il Cresty Neck Score.
Durham A.E., Frank N., McGowan C.M. et al. ECEIM consensus statement on equine metabolic syndrome. Journal of Veterinary Internal Medicine, 2019; 33(2):335–349. Documento di consenso sulla sindrome metabolica equina, sulla disregolazione insulinica e sul rischio di laminite endocrinopatica.
Merck Veterinary Manual. Equine Metabolic Syndrome. Revisione scientifica dedicata alla sindrome metabolica equina, alla disregolazione insulinica, all’adiposità regionale, alla diagnosi e alla gestione del cavallo a rischio.
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