L’intervista di HSJ al course designer olimpico Gregory Bodo

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Quando passione e lavoro si incontrano in un connubio perfetto

Dietro ogni straordinario percorso di Salto Ostacoli si cela l’arte del lavoro dei Course Designer. Tra i professionisti della Federazione Equestre Internazionale, spicca certamente il nome di Gregory Bodo, chef de piste di 4° Livello e con oltre un decennio di esperienza.

Parlando con il team di Horseshowjumping.tv della sua storia e di come è iniziato il suo percorso, Gregory ci ha raccontato: “Ho sempre vissuto di fronte a un centro ippico (a est della Francia, vicino al confine tedesco) e ho iniziato a montare a cavallo quando avevo 7 anni. Piuttosto giovane, intorno ai 15 anni, ho voluto aiutare i course designer che lavoravano nel centro ippico che frequentavo io durante alcuni grandi concorsi di salto ostacoli. Facevo parte del team di supporto. L’ho fatto per 2 anni e nello stesso periodo ho seguito il principale course designer della regione per imparare qualcosa in più sul lavoro che svolgeva“.

Velocemente l’interesse di Gregory verso la progettazione dei percorsi è cresciuto, infatti ha continuato a raccontare: “Mi ha subito interessato questo lavoro, come ad esempio disegnare a mano libera un percorso, stabilire le distanze, scegliere il materiale degli ostacoli e ideare le decorazioni. Penso che la cosa più importante sia l’immaginazione e la libertà totale di proporre un buon percorso a cavalieri e cavalli“.

Presto Gregory ha iniziato a partecipare ad alcuni corsi per apprendere al meglio l’arte del course designing. Ha poi superato il primo livello nazionale all’età di 18 anni, contemporaneamente ha continuato a montare a cavallo e soprattutto a partecipare a competizioni fino a categorie di 1,30 m.
La sua crescita professionale è stata velocissima e in 10 anni ha raggiunto il massimo livello nazionale e dal 2008 è diventato Giudice Internazionale e ha raggiuto il 4° livello nel 2019, il grado FEI più elevato.

L’importanza dell’immaginazione nella costruzione di un percorso

Bodo crede fermamente che ogni concorso e competizione debbano essere unici, riflettendo la creatività del designer: “devi “lasciar parlare la tua immaginazione”- ha detto. La creatività, però, deve necessariamente essere bilanciata da numerosi altri fattori, quali il livello della competizione – se una qualificazione a un Gran Premio, un Gran Premio, un Campionato ecc – le regole, la qualità del terreno, il fatto che ci si trovi in un’arena indoor o outdoor, il materiale degli ostacoli e, in ultimo ma non per importanza, i cavalieri in gara.

Quando progetto un percorso, tengo conto di tutti questi criteri e uso il computer per finalizzare il giro nei minimi dettagli (tipo di salti, altezza, larghezza, distanze, decorazioni, materiale…) e dopo il lavoro sul campo è cruciale. La distribuzione degli ostacoli nell’arena rimane la mia prima priorità

Tuttavia, Bodo sottolinea l’importanza del lavoro sul campo, poiché la disposizione effettiva del percorso può talvolta differire dal piano inziale.

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Photo provided by Gregory Bodo

Adattare il percorso alla competizione

I percorsi progettati da Greogory Bodo sono tutto fuorché universali. Considera le caratteristiche specifiche della competizione, dei cavalieri e dei cavalli.

Prima della competizione è necessario:

  • Leggere attentamente le regole e il programma
  • Consultare la lista di partenza
  • Sapere se si sta parlando di competizioni di qualificazione per grandi eventi (ad esempio: Olimpiadi di Parigi 2024…)
  • Essere a conoscenza del numero dei partecipanti

Durante l’evento poi è essenziale:

  • Guardare sempre e analizzare le prime competizioni (le warm up), come si comportano i cavalli e se saltano bene
  • Aumentare la difficoltà giorno dopo giorno (per quanto riguarda il livello di difficoltà e lo sforzo)
  • Pensare al cavallo, promuovendo il movimento in avanti
  • Fare attenzione alla distribuzione degli ostacoli, ai profili dei salti utilizzati, alla scelta delle distanze, alla fluidità del percorso e delle curve

Percorsi stimolanti e memorabili

Il portfolio di Bodo include numerosi percorsi memorabili ed impegnativi, ma quello che lui decide di ricordare insieme a noi è quello del Grand Prix della Coppa del Mondo a Lione (2017), il suo primo GP.

Il mio primo GP della Coppa del Mondo a Lione (2017) e anche l’ultima Coppa delle Nazioni a La Baule, per me sono stati eccitanti, interessanti, ricchi di emozioni, anche molto tecnici ma sempre progettati nel completo rispetto dei cavalli. Mi piace mantenere la suspense fino alla fine, specialmente durante il barrage” spiega Bodo.

Evoluzione del coursedesign nel corso degli anni

Lo sport del salto ostacoli si è evoluto nel corso degli anni, richiedendo sempre meno sforzo da parte dei cavalli e più abilità da parte dei cavalieri. I percorsi sono progettati con ostacoli più leggeri che richiedono destrezza e un focus su equilibrio e controllo.

Bodo riflette su questa evoluzione: “Oggi ci sono più cavalli molto buoni e cavalieri talentuosi, il che rende il lavoro del course designer più impegnativo. Il benessere del cavallo è fondamentale, ma un altro elemento da tenere in considerazione e che è cambiato nel corso degli anni è stato il tempo massimo per completare il giro, che si è ristretto. La mia filosofia comunque è creare sempre percorsi con abbastanza spazio prima e dopo gli ostacoli che richiedono un movimento in avanti e pongono sfide al cavaliere invece che richiedere sforzi intensi ai cavalli.”

Trovare il giusto equilibrio tra complessità ed equità è un’arte delicata nel coursedesign. Bodo sottolinea che questo equilibrio dipende da vari parametri e afferaìma: “Sono un perfezionista nella costruzione finale, lavoro su tutti i dettagli, analizzo il comportamento dei cavalli durante il primo giorno di competizione e nei giorni successivi,” rivela Bodo “

I preparativi per Parigi 2024

Un momento importante attende Gregory Bodo, poichè è stato selezionato come Co-Course Designer – insieme a Santiago Varela (leggi qui l’intervista di HSJ) – per i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Quando l’ho saputo, prima di tutto, ero felice ed orgoglioso di essere stato nominato,” ha detto Bodo. “Il benessere del cavallo è la mia prima priorità, ma vogliamo anche regalare grandi emozioni al pubblico. Il grande sport dovrebbe rimanere al di sopra di tutto.”

Mentre Bodo e il suo team lavorano diligentemente per prepararsi per questo prestigioso evento, possiamo aspettarci un percorso che riflette la sua passione per lo sport, la dedizione al benessere del cavallo e l’impegno nel fornire al mondo uno spettacolo memorabile di salto ostacoli.

Alla fine, il 6 dicembre, ho ricevuto una mail ufficiale dalla FEI che ha annunciato la mia nomina. Ho sempre sperato di essere a Parigi 2024 perché sono francese, con i criteri richiesti (Livello 4) e secondo me ho abbastanza conoscenze ed esperienza per essere a un evento così importante. Sono felice della collaborazione con il mio amico S. Varela“.

Alessandra Ceserani

Foto fornita da Gregory Bodo

© Riproduzione riservata.

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