Preparazione fisica del cavaliere: il ruolo degli ischiocrurali nell’assetto
Quando si parla di ischiocrurali si pensa spesso alla parte posteriore della coscia e alla necessità di “allungarla”. In realtà questo gruppo muscolare ha un ruolo molto più ampio: contribuisce al controllo dell’anca, del ginocchio e del bacino e partecipa alla gestione delle accelerazioni e delle variazioni di carico che il cavaliere deve affrontare in sella. Gli ischiocrurali comprendono principalmente bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Sono muscoli biarticolari, cioè attraversano sia l’anca sia il ginocchio, e per questo la loro funzione dipende dalla posizione contemporanea di entrambe le articolazioni. Partecipano all’estensione dell’anca e alla flessione del ginocchio, ma soprattutto contribuiscono a controllare questi movimenti quando avvengono sotto carico.
Ischiocrurali, femore e bacino
La maggior parte degli ischiocrurali origina dalla tuberosità ischiatica del bacino. Questo collegamento anatomico spiega perché la loro funzione non riguardi soltanto la gamba, ma anche il controllo della relazione tra femore e bacino. Quando l’anca va in flessione, come accade nell’assetto leggero o durante una maggiore chiusura dell’angolo dell’anca, gli ischiocrurali possono contribuire a controllare il movimento del femore rispetto al bacino. Se la tensione muscolare è eccessiva o la capacità di controllo è insufficiente, il cavaliere può cercare parte del movimento attraverso il bacino o la colonna lombare invece di gestirlo prevalentemente a livello dell’anca. Non significa però che un cavaliere con un bacino poco mobile abbia necessariamente “ischiocrurali corti”. L’assetto dipende dall’interazione tra mobilità articolare, controllo motorio, forza e posizione di anca e ginocchio.
La posizione del ginocchio cambia la loro funzione
Questo aspetto è particolarmente importante in equitazione. Gli ischiocrurali attraversano due articolazioni e quindi la loro lunghezza cambia in base alla combinazione tra flessione dell’anca e flessione del ginocchio. In sella il ginocchio rimane generalmente flesso. Questa posizione tende ad accorciare gli ischiocrurali distalmente e modifica la tensione che avrebbero, ad esempio, durante una flessione dell’anca eseguita con il ginocchio completamente esteso. Per questo testare la flessibilità degli ischiocrurali con la gamba tesa non ci dice automaticamente come quel muscolo si comporterà in sella. La configurazione articolare è differente. Anche la lunghezza delle staffe può cambiare questa relazione: una staffatura più lunga porta generalmente l’arto verso una configurazione più estesa, mentre una staffatura più corta aumenta la flessione del ginocchio. Di conseguenza cambia anche il modo in cui gli ischiocrurali partecipano al controllo dell’arto inferiore.
Il loro ruolo nell’assorbimento del movimento
Gli ischiocrurali diventano particolarmente interessanti quando il cavaliere deve controllare variazioni rapide dell’angolo dell’anca. Durante l’assetto leggero, la ricezione da un salto o altre situazioni nelle quali il bacino deve adattarsi alle accelerazioni del cavallo, l’anca può andare rapidamente verso una maggiore flessione. Gli ischiocrurali, essendo estensori dell’anca, possono contribuire al controllo eccentrico di questo movimento, evitando che il bacino venga trascinato passivamente. Il loro lavoro non è però isolato. Glutei, quadricipiti, muscolatura del polpaccio e core partecipano contemporaneamente alla gestione delle forze. Gli ischiocrurali sono quindi una parte della catena che permette al cavaliere di assorbire il movimento senza collassare e senza irrigidirsi.
Non servono soltanto ischiocrurali “flessibili”
Nel cavaliere è frequente concentrarsi quasi esclusivamente sullo stretching della catena posteriore. Ma avere molta escursione articolare non significa necessariamente possedere il controllo necessario per utilizzarla.
Gli ischiocrurali devono essere in grado di produrre forza anche quando vengono progressivamente allungati e di controllare l’anca durante movimenti eccentrici. Per questo, oltre alla mobilità, diventa importante sviluppare forza a diverse lunghezze muscolari e capacità eccentrica. Un cavaliere può infatti riuscire ad assumere una determinata posizione ma perdere progressivamente il controllo quando aumenta la velocità del movimento, quando deve alleggerire il seggio o quando compare affaticamento. In questi casi il limite non è necessariamente la quantità di movimento disponibile, ma la capacità di controllarlo.
Ischiocrurali e posizione del bacino
Un’altra semplificazione frequente consiste nell’attribuire automaticamente una retroversione del bacino a ischiocrurali “corti”. Gli ischiocrurali possono certamente influenzare la posizione pelvica, soprattutto quando aumenta la flessione dell’anca e il ginocchio si avvicina all’estensione, ma il bacino è controllato da numerose strutture muscolari e dalla relazione con tronco e femori. Per questo, nella preparazione fisica del cavaliere, è più utile osservare se il soggetto riesce a flettere ed estendere l’anca mantenendo il controllo del bacino, piuttosto che limitarsi a valutare quanto riesce ad allungare la parte posteriore della coscia.
Cosa allenare nella preparazione fisica
Il lavoro dovrebbe quindi combinare mobilità, forza e controllo eccentrico. Un esercizio particolarmente utile è l’hamstring walkout. Si parte da una posizione di ponte glutei, con il bacino sollevato e i piedi appoggiati a terra. Da questa posizione si allontanano progressivamente i talloni attraverso piccoli passi, mantenendo il bacino stabile, fino ad aumentare l’estensione delle ginocchia. Successivamente si ritorna alla posizione iniziale mantenendo il controllo. L’esercizio richiede agli ischiocrurali di lavorare mentre cambiano progressivamente lunghezza e contemporaneamente obbliga il cavaliere a controllare il bacino. Può essere eseguito per 3 serie da 5-8 uscite e rientri, mantenendo un movimento lento e interrompendo la serie quando il bacino inizia a perdere posizione. L’obiettivo non è riprodurre un gesto che avviene in sella, ma sviluppare una capacità necessaria per gestirlo: controllare la relazione tra femore e bacino mentre gli ischiocrurali producono tensione a lunghezze differenti. Gli ischiocrurali non sono quindi semplicemente muscoli da allungare. Nel cavaliere contribuiscono alla gestione dell’anca, del bacino e dell’intero arto inferiore e partecipano al controllo delle accelerazioni che arrivano dal cavallo. La preparazione fisica dovrebbe renderli sufficientemente mobili da non limitare il movimento, ma soprattutto forti e controllati nelle configurazioni articolari realmente utilizzate in sella.
Scritto da Sofia Caniato
Equestrian Performance Coach
Laureata Magistrale in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica
Instagram: @sofiacaniato_coach
© Riproduzione riservata.
