Screening, esami e controlli: come tutelare il benessere del cavallo sportivo

Il veterinario esamina il cavallo con lo stetoscopio

Nel cavallo sportivo la salute non è solo l’assenza di malattia, ma una condizione dinamica che va monitorata nel tempo. È questo il filo conduttore dell’intervista realizzata da Horseshowjumping.tv al medico veterinario Matteo Villa, che ha riportato l’attenzione su un concetto tanto semplice quanto spesso trascurato: intervenire solo quando compaiono i sintomi, molto spesso, significa arrivare tardi.

I nostri amici atleti non parlano, quindi non comunicano il dolore come farebbero le persone e, per istinto, tendono a compensare e a mascherare i segnali di disagio.

Proprio per questo la prevenzione, attraverso controlli regolari e mirati, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare il benessere del cavallo e la sua carriera sportiva. (Leggi l’articolo: “Il benessere del cavallo: prevenire è meglio che curare“)

Lo screening del cavallo sportivo: uno sguardo globale

Una corretta visita di screening parte sempre da una valutazione clinica completa. Il veterinario osserva la costituzione generale del cavallo, il tono muscolare, lo stato nutrizionale e la condizione corporea, verificando che il soggetto sia in equilibrio dal punto di vista fisico. A questo si affianca l’esame dell’apparato cardio-respiratorio, con l’auscultazione di cuore e polmoni, fondamentale per intercettare precocemente soffi cardiaci o alterazioni respiratorie che potrebbero incidere sulle prestazioni.

Grande attenzione viene riservata anche alla salute intestinale: la qualità, la consistenza e la quantità delle feci prodotte nell’arco della giornata sono indicatori preziosi dello stato di benessere generale del cavallo. Nel cavallo sportivo, inoltre, non può mancare la valutazione delle andature al passo, trotto e galoppo, sia in rettilineo sia in circolo, prima e dopo l’esecuzione dei test di flessione. Questi ultimi permettono di evidenziare zoppie lievi o compensazioni che, a occhio nudo, potrebbero passare inosservate.

Un altro aspetto spesso sottovalutato ma centrale è il controllo dentale: irregolarità della tavola dentaria o la presenza di punte possono interferire con la corretta masticazione di fieno e mangimi, con ripercussioni dirette su digestione, stato nutrizionale e rendimento sportivo.

Emocromo ed esami del sangue: il valore sta nell’interpretazione

All’interno di uno screening preventivo, gli esami del sangue rivestono un ruolo chiave. In particolare, l’emocromo, affiancato da un profilo biochimico completo, consente di avere una fotografia generale dello stato di salute del cavallo. (Leggi l’articolo “Il vade mecum dell’esame del sangue nel cavallo: valori e costi“)

Come sottolineato dal veterinario durante l’intervista, il vero punto critico non è tanto “fare” l’esame del sangue, quanto saperlo interpretare correttamente. I referti di laboratorio riportano range di riferimento standard, ma questi valori non tengono sempre conto delle specificità del singolo soggetto. Un cavallo sportivo, ad esempio, potrebbe presentare valori di ematocrito o di emoglobina formalmente all’interno dei limiti, ma comunque non ottimali per il livello di attività atletica svolta. In questi casi, un valore “nella norma” può nascondere una condizione subottimale che, nel tempo, può tradursi in calo di performance o affaticamento.

Allo stesso modo, alcuni parametri possono risultare apparentemente alterati senza che vi sia una reale patologia. Un esempio classico è la bilirubina, che può apparire leggermente aumentata se il prelievo viene effettuato a digiuno, magari dopo un allenamento. Per un occhio non esperto, quel valore fuori range può generare allarme; per il veterinario, invece, rappresenta una variazione fisiologica legata al momento del prelievo.

È per questo che la lettura “autonoma” del referto, basata solo su asterischi o valori evidenziati in rosso, rischia di essere fuorviante. L’interpretazione clinica, contestualizzata sul cavallo, sul suo lavoro e sulla sua gestione quotidiana, fa la vera differenza.

Esame delle feci prima del vermifugo: una scelta corretta e conveniente

Un altro punto centrale emerso dall’intervista riguarda la gestione dei parassiti intestinali. L’esame delle feci, effettuato prima della somministrazione del vermifugo, non è solo una buona pratica sanitaria, ma una scelta responsabile sotto diversi aspetti.

Attraverso la conta delle uova con il metodo McMaster, il laboratorio non si limita a dire se il cavallo è positivo o negativo, ma fornisce una stima quantitativa dell’eliminazione di uova. Questo dato deve essere interpretato dal veterinario, perché una bassa presenza di uova non indica necessariamente la necessità di trattare, così come un esame negativo non esclude in modo assoluto un’infestazione, data l’eliminazione intermittente dei parassiti.

Ripetere l’esame a distanza di alcuni giorni, quando indicato, consente di decidere se intervenire o meno e con quale molecola. Questo approccio mirato riduce l’uso indiscriminato di antiparassitari, contribuendo a limitare lo sviluppo di resistenze farmacologiche, un problema sempre più diffuso anche in medicina veterinaria. (Leggi l’articolo “Antibiotico-resistenza nel cavallo: una minaccia silenziosa da non sottovalutare“)

Nel lungo periodo, questo si traduce anche in un risparmio economico: meno trattamenti inutili significano meno farmaci somministrati nel corso della vita del cavallo. A fronte di un costo contenuto per l’esame delle feci, si evitano spese ripetute per vermifughi somministrati “per abitudine” e non per reale necessità, preservando al tempo stesso l’efficacia delle molecole disponibili. (Leggi l’articolo “Parassiti intestinali nel cavallo“).

Arrivare pronti all’inizio della stagione sportiva

Preparare un cavallo all’inizio della stagione agonistica significa creare le basi perché possa affrontare il lavoro e le competizioni nelle migliori condizioni possibili. Una visita di screening completa, che includa valutazione clinica, controlli dinamici, analisi di laboratorio e una gestione parassitaria consapevole, permette di partire con una fotografia chiara della situazione di salute.

Accanto agli aspetti clinici e sanitari, la prevenzione passa anche da una corretta gestione documentale del cavallo.

Elementi da controllare sempre sono:

  • Vaccinazioni: in particolare l’antinfluenza, che deve essere sempre aggiornata e senza interruzioni nei richiami, secondo i regolamenti sportivi.
  • Test di Coggins: ha validità di 3 anni (in Italia, per la movimentazione dei cavalli nelle regioni in cui è richiesto); va controllata attentamente la data di scadenza.
  • Passaporto FEI: per i cavalli internazionali, il passaporto ha validità di 4 anni e deve essere rinnovato entro la scadenza per poter partecipare alle competizioni sotto egida FEI.
  • Compilazione del documento: presenza di firme, timbri e date del veterinario ufficiale nelle sezioni sanitarie.
  • Idoneità alla movimentazione: assenza di annotazioni o limitazioni che possano impedire trasporti o accesso ai campi gara.non sono semplici adempimenti burocratici, ma parte integrante della tutela del benessere dell’animale.

Arrivare all’inizio della stagione sportiva con tutta la documentazione in ordine significa evitare situazioni di stress, perdite di tempo e imprevisti proprio nei momenti più delicati, come le trasferte o l’accesso ai campi gara.

Prevenire per proteggere il futuro del nostro cavallo

Il messaggio che emerge con forza dall’intervista è che la prevenzione non è un lusso né un eccesso di zelo, ma uno strumento concreto per garantire salute, continuità sportiva e qualità di vita al cavallo. Screening regolari, esami interpretati correttamente e trattamenti mirati permettono di intervenire prima che i problemi diventino evidenti, tutelando il cavallo oggi e nel suo percorso futuro.

Perché nel cavallo sportivo, spesso, la vera cura è arrivare un passo prima.

© Riproduzione riservata.

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