Stop alla macellazione degli equidi: la proposta di legge raggiunge le 50.000 firme

Stop alla macellazione degli equidi raggiunto il traguardo. La proposta di legge popolare raggiunge le 50.000 firme

Il traguardo raggiunto in appena quattro mesi. Animal Equality: «Ora il Parlamento rispetti la volontà dei cittadini».

La proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione degli equidi ha raggiunto le 50.000 firme, il numero minimo richiesto, in appena quattro mesi. Depositata in Cassazione a luglio 2026 da Animal Equality in collaborazione con Fondazione Islander ETS, l’iniziativa chiede di riconoscere gli equidi come animali d’affezione e di vietarne la macellazione in Italia. L’organizzazione per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare chiede ora al Parlamento di agire nel rispetto dell’articolo 71 della Costituzione italiana, che riconosce ai cittadini la facoltà di iniziativa legislativa mediante una proposta firmata da almeno 50.000 elettori.

Nell’ultimo anno, proposte di legge, audizioni parlamentari e inchieste sulla filiera della carne equina hanno portato il tema della macellazione degli equidi a essere ripetutamente discusso in Parlamento. L’iniziativa di Animal Equality è in linea con le proposte di legge bipartisan presentate da Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra per riconoscere gli equidi come animali d’affezione, discusse a lungo in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Secondo i dati Ipsos, tra i consumatori di carne, che rappresentano il 92% del campione, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell’ultimo anno.

L’83% degli intervistati dichiara invece di non consumare carne di cavallo, mentre il 73% prova empatia per questo animale e lo considera alla pari di cani e gatti. Tuttavia, in Italia si continua a macellare gli equidi, spesso in condizioni poco trasparenti o illegali. Secondo il Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, nel 2025 sono stati uccisi in Italia complessivamente 22.854 equidi. Le macellazioni dichiarate sono avvenute principalmente in Puglia (34,3%), Emilia-Romagna (20,3%) e Veneto (13,7%). Nelle stesse regioni, una quota significativa degli equidi macellati proviene dall’estero: la metà in Emilia-Romagna, il 25% in Puglia e il 23% in Veneto.

In base agli ultimi dati disponibili, nel 2026 sono almeno 14.670 gli equidi uccisi nei macelli, con una distribuzione territoriale che ricalca quella dell’anno precedente e un netto aumento degli equidi importati dall’estero e macellati in Puglia (+13,1%) e Veneto (+23,6%). Secondo Animal Equality, questi dati confermano che il mercato della carne equina rappresenta una nicchia in Italia, con una platea limitata di consumatori, ma anche un settore fortemente dipendente dalle importazioni.

«Fermare la macellazione degli equidi in Italia è un passo avanti cruciale per porre fine alla sofferenza di migliaia di animali uccisi per l’interesse di pochi. Oltre 50.000 cittadini e cittadine invece sostengono la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per riconoscere gli equidi come animali d’affezione. Il Parlamento è ora chiamato una volta per tutte a esaminare il testo e ad approvare misure efficaci per tutelare questi animali, intercettando la sensibilità degli Italiani e mettendo al centro la tutela dei cavalli, al di là degli interessi economici legati alla loro macellazione.

La voce di oltre 50.000 persone non può essere ignorata: rappresenta una richiesta di cambiamento che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Quello che per molti è un ideale, per noi è un obiettivo concreto e urgente per cui continuare a lottare, fino a quando ogni equide sarà riconosciuto e tutelato per ciò che è: un essere senziente, non un prodotto da macellare», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente per l’Europa.

«Il raggiungimento delle 50.000 firme con largo anticipo rispetto alla scadenza prevista è la dimostrazione evidente di quanto sia aumentata in modo esponenziale la sensibilità degli Italiani nei confronti degli animali e nel caso specifico degli equidi. Non siamo disposti ad accettare alcuna interferenza da parte di personalità politiche che si stanno opponendo con motivazioni che vanno contro il volere degli Italiani. Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo per amore e rispetto di questi animali che ci accompagnano da sempre e che oggi sono anche terapeuti insostituibili», ha commentato Nicole Berlusconi, presidente di Fondazione Islander.

Susi Cottica
Team Fondazione Islander ETS

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