La tecnologia laser al servizio della salute animale: Luxyvet. Intervista a Maurizio Manfrin
Dall’esperienza nella medicina umana allo sviluppo di tecnologie dedicate alla veterinaria. Maurizio Manfrin, amministratore delegato di Swiss & Wegman Srl, racconta la nascita di Luxyvet, il valore della ricerca e della formazione e le nuove prospettive della laserterapia per il benessere animale, con uno sguardo particolare al cavallo sportivo.
Quanto può fare la tecnologia per migliorare la qualità della vita di un animale? E quanto conta, oltre all’innovazione, la capacità di comprenderne le applicazioni e utilizzarla correttamente?
Sappiamo bene che la salute del cavallo non dipende soltanto dalla gestione di eventuali patologie, ma anche dall’attenzione quotidiana al suo benessere, alla preparazione atletica e al recupero muscolare successivo l’attività fisica.
Tra le tecnologie che stanno trovando spazio nella pratica veterinaria figura la laserterapia, utilizzata in differenti ambiti clinici per le sue potenziali applicazioni nel controllo del dolore, nella modulazione dei processi infiammatori e nel supporto alla riparazione dei tessuti.

È in questo settore che opera Luxyvet, brand veterinario di Swiss & Wegman Srl, azienda italiana con sede a Padova, specializzata nella progettazione e produzione di tecnologie laser per applicazioni terapeutiche e chirurgiche.
Fondata nel 2009, Swiss & Wegman ha costruito la propria esperienza nel settore medicale prima di sviluppare una linea specificamente dedicata alla medicina veterinaria. Oggi l’azienda conta oltre 3.500 dispositivi elettromedicali installati, più di 2.500 professionisti formati e oltre 40 eventi formativi organizzati ogni anno.

Ma ciò che emerge dal confronto con l’Ingegnere Maurizio Manfrin, amministratore delegato dell’azienda, è soprattutto una precisa filosofia: il valore di una tecnologia non risiede esclusivamente nelle sue caratteristiche, ma nella capacità di tradurle in applicazioni realmente utili per chi si prende cura degli animali.
Dalla medicina umana alla veterinaria: come nasce Luxyvet
Swiss & Wegman nasce nel 2009 e sviluppa inizialmente tecnologie destinate alla medicina umana. Come siete arrivati al settore veterinario e alla creazione di Luxyvet?
«La nostra azienda nasce con una specializzazione ben precisa: la progettazione e la produzione di dispositivi laser destinati alla medicina umana, con applicazioni in dermatologia, fisioterapia e in diversi ambiti terapeutici e chirurgici. Nel corso degli anni, abbiamo consolidato la nostra esperienza soprattutto nel settore odontoiatrico.
Il nostro ingresso nella veterinaria è avvenuto in maniera piuttosto naturale. Inizialmente erano gli stessi veterinari a contattarci per acquistare apparecchiature provenienti dal settore umano, spesso dispositivi usati che potevano trovare applicazione anche nella loro attività.
Con il passare del tempo, però, abbiamo osservato una richiesta crescente e ci siamo resi conto di un aspetto importante: stavamo mettendo a disposizione strumenti che, pur essendo utilizzabili in veterinaria, non erano stati progettati specificamente per quel contesto.
Abbiamo quindi deciso di affrontare il settore con un approccio differente, sviluppando apparecchiature e protocolli pensati per le esigenze della medicina veterinaria».
Che cosa distingue davvero Luxyvet dagli altri laser?
Il mercato delle tecnologie laser offre oggi apparecchiature con caratteristiche, potenze e modalità di utilizzo differenti. Ma per comprendere il valore di uno strumento è davvero sufficiente confrontarne le specifiche tecniche? Secondo Maurizio Manfrin, la risposta è molto più articolata.
«Ci sono due aspetti sui quali abbiamo investito fin dall’inizio e che considero fondamentali: i protocolli clinici e la formazione.
Quando siamo entrati nel settore veterinario, abbiamo incontrato professionisti che possedevano già un laser, ma che spesso lo utilizzavano pochissimo. Il problema non era necessariamente la qualità dell’apparecchiatura. Molto frequentemente mancavano una formazione adeguata e una conoscenza concreta delle sue possibilità di utilizzo.
Noi abbiamo scelto di lavorare proprio su questo aspetto: preferiamo concentrarci sui protocolli, sulle applicazioni cliniche e sui risultati che il professionista può ottenere attraverso un utilizzo appropriato».
La gamma Luxyvet comprende dispositivi per applicazioni terapeutiche e chirurgiche, progettati anche in funzione delle diverse esigenze operative del veterinario. Un professionista che lavora prevalentemente in ambulatorio, per esempio, ha necessità differenti rispetto a chi si sposta quotidianamente tra strutture e scuderie.
La portabilità, l’autonomia e la praticità d’impiego diventano quindi parte integrante della progettazione, accanto alle caratteristiche tecnologiche.



La vostra attenzione, quindi, non si concentra soltanto sul dispositivo, ma anche su ciò che accade dopo l’acquisto?
«Assolutamente. Per noi un veterinario che acquista un laser e poi non lo utilizza rappresenta un fallimento. Il nostro obiettivo è che il professionista possa integrare concretamente questa tecnologia nella propria attività quotidiana, conoscendone le possibilità.
Per questo dedichiamo un’intera giornata alla formazione individuale di chi acquista una nostra apparecchiatura. Una parte è teorica, mentre l’altra è pratica, attraverso casi clinici che vengono individuati e discussi anticipatamente con il nostro personale medico.
Vogliamo che il veterinario possa prendere confidenza con lo strumento fin da subito e comprendere come utilizzarlo nelle situazioni che incontra realmente durante il proprio lavoro».
La formazione come parte integrante della tecnologia
La filosofia descritta da Maurizio Manfrin trova espressione anche nella struttura formativa sviluppata dall’azienda. Accanto agli incontri introduttivi e all’affiancamento individuale, Luxyvet mette a disposizione una piattaforma dedicata all’aggiornamento professionale, materiali relativi a casi clinici e una comunità che riunisce oltre 300 medici veterinari.
Un sistema che favorisce il confronto tra professionisti e permette di condividere esperienze maturate nell’utilizzo delle apparecchiature.
«Il confronto tra professionisti è estremamente importante, perché la formazione non può esaurirsi in una singola giornata. Abbiamo creato una comunità nella quale i veterinari che utilizzano le nostre tecnologie possono parlarsi, raccontare i propri casi clinici e discutere i risultati ottenuti.
È un patrimonio di esperienze che continua ad arricchirsi e che permette anche a noi di comprendere meglio le esigenze dei professionisti. Crediamo molto in questo modello, perché la tecnologia deve evolversi attraverso il confronto con chi la utilizza quotidianamente».
Un orientamento che si riflette anche nelle attività di ricerca e nel dialogo con il mondo accademico, attraverso collaborazioni con le Università di Padova e Messina.
Laserterapia veterinaria: quali possibilità offre?
Per comprendere l’interesse crescente verso questa tecnologia è necessario partire dai suoi principi di funzionamento. La laserterapia sfrutta l’interazione tra la luce e i tessuti biologici. A seconda delle caratteristiche del dispositivo, dei parametri utilizzati e del trattamento, può essere impiegata con finalità differenti.
In ambito terapeutico, tra le applicazioni studiate figurano la decontaminazione, la modulazione del dolore, dei processi infiammatori e delle risposte cellulari coinvolte nella riparazione dei tessuti. In ambito chirurgico, invece, specifiche caratteristiche della luce laser consentono di intervenire sui tessuti, con una chirurgia pulita, precisa, in completa emostasi e con un’importante riduzione dei tempi di guarigione.

Uno sguardo al cavallo sportivo: il benessere oltre la prestazione
L’attenzione alla salute del cavallo atleta accompagna ogni fase della sua attività: allenamento, competizione e recupero sono momenti strettamente collegati. La gestione del carico di lavoro, il monitoraggio delle condizioni fisiche e la capacità di riconoscere eventuali segnali di disagio contribuiscono a tutelare il benessere dell’animale nel tempo.
È in questo contesto che si inserisce l’interesse di Luxyvet per il settore equino.
Il cavallo sportivo ha esigenze particolari, legate sia all’attività atletica sia alla gestione quotidiana. Quali opportunità vedete per la tecnologia laser in questo ambito?
«È un settore che ci interessa molto e che desideriamo conoscere sempre più approfonditamente.
Noi abbiamo già sviluppato tecnologie e protocolli destinati alla medicina veterinaria, comprese applicazioni rivolte al cavallo. Ma crediamo che ci sia un ambito particolarmente interessante da esplorare, quello del benessere quotidiano dell’animale e della gestione del recupero dopo l’attività fisica.
Chi possiede un cavallo o lavora in una scuderia dedica già molta attenzione a questi aspetti. Pensiamo, per esempio, alle attività che vengono svolte abitualmente dopo un allenamento o una competizione.
La nostra riflessione nasce proprio da qui: comprendere se e come la tecnologia laser possa rappresentare un ulteriore strumento di supporto, attraverso applicazioni appropriate e modalità di utilizzo pensate per le esigenze di questo settore».
Questo potrebbe significare rendere alcune applicazioni accessibili anche a figure diverse dal medico veterinario?
«È una prospettiva sulla quale stiamo lavorando, ma è importante fare una distinzione molto chiara.
La diagnosi e il trattamento delle patologie appartengono alla competenza del medico veterinario. Non vogliamo in alcun modo che vengano confusi questi ruoli.
Esistono però attività legate alla gestione quotidiana del benessere animale che coinvolgono direttamente proprietari, cavalieri e groom. In questo ambito stiamo valutando soluzioni che possano essere semplici da utilizzare, con indicazioni precise e una formazione dedicata.
L’idea non è trasferire semplicemente un dispositivo professionale nelle mani di un utilizzatore diverso, ma sviluppare modalità d’impiego realmente adatte alle sue competenze e necessità».
L’innovazione ha valore quando diventa utile
Guardando al futuro, qual è l’obiettivo di Luxyvet?
«Il nostro obiettivo rimane quello che ci accompagna fin dall’inizio: mettere la tecnologia al servizio della salute e della qualità della vita degli animali. Vogliamo continuare a sviluppare strumenti che rispondano a esigenze concrete, accompagnando chi li utilizza attraverso la formazione e il confronto.
Crediamo che l’innovazione non debba essere fine a sé stessa, ma che debba offrire un contributo reale, essere compresa e trovare applicazione nella quotidianità.
Per questo continueremo a investire nella formazione, nello sviluppo dei protocolli e nell’ascolto dei professionisti, cercando di avvicinare sempre di più le possibilità della tecnologia alle necessità di chi si prende cura degli animali».
La storia di Luxyvet racconta così un percorso che parte dall’esperienza nella medicina umana e si sviluppa attraverso le esigenze della veterinaria, mantenendo al centro una convinzione: nessuna innovazione può esprimere pienamente il proprio potenziale senza la conoscenza necessaria per utilizzarla.
Per il mondo del cavallo sportivo, le prospettive sono particolarmente interessanti. La crescente attenzione al benessere del cavallo atleta apre infatti nuovi interrogativi sul ruolo che tecnologie come il laser possono assumere nella gestione della sua quotidianità.
Interrogativi ai quali sarà importante rispondere attraverso ricerca, formazione ed esperienze documentate, distinguendo le applicazioni già consolidate da quelle ancora da approfondire.
Perché il progresso, quando riguarda la salute di un animale, non consiste semplicemente nel poter fare qualcosa di nuovo, ma nel comprendere quando, come e soprattutto perché farlo.
A cura di Alessandra Ceserani
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