Cura dello zoccolo del cavallo: il corretto utilizzo di grasso e catrame

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Piedi di due Cavalli che trottano vicini

Cenni di anatomia dello zoccolo

Il piede del cavallo, un intricato sistema composto dalla prima, seconda e terza falange insieme all’osso navicolare, riveste un ruolo cruciale nella salute e nella funzionalità di questo magnifico animale. Approfondiamo la sua struttura e la routine di cura, attingendo alle preziose informazioni fornite dal manuale “La zoppia del cavallo, conoscere per capire” del dott. Vittorio Meschia, Horse srl editore.

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Il piede del cavallo

Il piede, noto anche come zoccolo, è una combinazione di parete e suola. La forma leggermente conica dello zoccolo comprende una muraglia che lo riveste interamente e una base chiamata suola, dalla forma ovale. La robustezza dell’intera struttura è conferita dall’unghia, un tessuto duro-ed elastico che può presentarsi sia chiara che scura, con quest’ultima che mostra una maggiore resistenza.

La muraglia, elemento fondamentale dello zoccolo, è suddivisa in punta, mammelle, e quarti talloni. La sua integrità è essenziale per il benessere del cavallo, con la necessità di essere liscia e priva di setole e cerchiature. La zona superiore è delimitata dal cercine perioplico, noto anche come piccolo cercine, mentre la parte distale è definita dall’orto plantare, punto d’incontro fra muraglia e suola.

Setole e cerchiature: analizziamo la muraglia del piede del cavallo

La setola, rappresentata da una rottura verticale della parete della muraglia, costituisce una problematica associata principalmente alla fragilità di un’unghia poco compatta e scarsamente elastica, come nel caso di unghia scheggiosa, vetriola o secca. La pressione, soprattutto sui quarti (la setola del quarto nota come “quarto falso”), può essere la causa scatenante, soprattutto quando sono presenti dispiombi a carico del piede.

Le setole possono interessare solo lo strato esterno dell’unghia o coinvolgere la parte viva del podovilloso, causando la rottura del cercine perioplico e determinando la crescita di unghia fessa. Se non affrontate, le rotture possono estendersi a cause di processi infettivi. Per contrastare questa problematica, l’applicazione di grassi e pomate sull’unghia, medicazioni topiche e interventi chirurgici possono essere adottati per eliminare distacchi e parti infette, promuovendo la guarigione senza recidive.

Le cerchiature, d’altra parte, derivano da un’alterata produzione di unghia causata da processi infiammatori intermittenti di origine algica o endogena che coinvolgono il piede. La muraglia si presenta irregolare, ispessita e indurita, con alterazioni nella diastole e nella sistole. L’identificazione delle cause è fondamentale per adottare misure correttive che possano alleviare le pressioni sulle parti colpite.

L’orientamento della muraglia, dall’estremità alla corona del cercine, dovrebbe mantenere un’angolazione di circa 40°, con una degradazione verso il tallone. L’inclinazione del tallone rispetto alla punta dovrebbe essere leggermente inferiore, di circa sei decimi. La punta della muraglia dovrebbe essere centralmente posizionata rispetto all’arco plantare, mentre mammelle, quarti e talloni dovrebbero seguire l’inclinazione della muraglia e l’ampiezza dell’orto plantare.

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Lo zoccolo del cavallo visto dal basso

La cura dello zoccolo

L’applicazione del grasso sullo zoccolo

La cura del piede del cavallo richiede un’attenta comprensione delle condizioni ambientali. In periodi di forte umidità, per condizioni metereologiche o per via di docce frequenti, la muraglia deve essere ingrassata per mantenere compattezza ed elasticità, rendendo il piede impermeabile all’acqua.

Al contrario, durante periodi di siccità, la pratica consigliata è bagnare prima e successivamente ingrassare. Questo assicura che, con il calore, non ci sia dispersione di umidità, preservando la salute e la funzionalità del piede.

È buona norma quella di ingrassare lo zoccolo del cavallo anche tutti i giorni, dopo il lavoro: può rientrare nella routine quotidiana di pulizia del piede del cavallo.

Il ruolo essenziale del catrame e del villate

Se il cavallo è ferrato e i piedi sono in salute, con un fettone robusto e nessun problema evidente, l’applicazione del catrame può essere eseguita in modo efficace una volta a settimana. Questa pratica si rivela sufficiente per mantenere la permeabilità e la resistenza dello zoccolo, specialmente in periodi non particolarmente umidi.

Tuttavia, in situazioni in cui il piede richiede un intervento più attento, come durante periodi di forte umidità o se il fettone del cavallo presenta segni di fragilità, l’uso del catrame potrebbe essere incrementato a due o tre volte a settimana. Questa frequenza aumentata contribuirà a preservare l’integrità del piede del cavallo, fornendo una barriera aggiuntiva contro l’umidità e prevenendo potenziali problemi.

In aggiunta al catrame, è fondamentale considerare l’utilizzo del villate nella routine di cura del piede, soprattutto in situazioni in cui il fettone risulta troppo umido e particolarmente fragile. Questo disinfettante svolge un ruolo cruciale nel mantenere l’igiene e prevenire infezioni.

Inoltre, con un cavallo sferrato, potrebbe essere consigliabile applicare il catrame su fettone e suola ogni giorno, soprattutto in periodi di forte umidità, altrimenti una volta ogni due giorni. Questa pratica quotidiana contribuirà a preservare la salute del piede e a prevenire eventuali complicazioni.

In conclusione, l’approfondita conoscenza del piede del cavallo, ispirata dalle informazioni fornite dal dott. Vittorio Meschia nel suo libro “La Zoppia del Cavallo: conoscere per capire” rivela la complessità anatomica di questa parte essenziale del corpo del cavallo. La routine di cura, con l’applicazione di grasso e catrame, emerge come un atto delicato e mirato, fondamentale per garantire il benessere di questi animali.

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Copertina libro del Dott. Vittorio Meschia

Per acquistare il libro “La zoppia del cavallo: conoscere per capire” del Dottor Vittorio Meschia, contattare la mail press@horseshowjumping.tv

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