Dal Salto Ostacoli al Dressage: Norma Paoli si racconta

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Primo piano della dressagista Norma Paoli

Ogni cavaliere ha una storia unica da raccontare, un percorso fatto di passione, sacrifici e inaspettate coincidenze. È il caso di Norma Paoli, dressagista di talento con un passato nel salto ostacoli e una vita passata insieme ai cavalli.


Penso di aver iniziato ad andare a cavallo prima ancora di camminare.”


L’intervista esclusiva rilasciata al team di horseshowjumping.tv durante il primo CDI3* alle Scuderie San Giorgio di Verolanuova, ha svelato come Norma si sia avvicinata a questo disciplina quasi per caso, grazie a suo marito, Italo Cirocchi.

Io arrivo dal salto ostacoli, sono originaria del Trentino, dove il dressage non è molto diffuso, la disciplina equestre più conosciua è il salto, seguita dal completo.”

Norma ci ha raccontato abbia sempre avuto una predisposizione per le sfide e un forte spirito competitivo, oltre che la voglia di crescere e di spingersi sempre oltre. Questo suo modo di essere l’ha portata ad avvicinarsi a diverse discipline nel corso della sua carriera sportiva, arrivando al dressage, spinta anche dai suggerimenti di suo marito, con cui oggi gestisce la Dressage Life ASD, vicino a Monza.

Un lunedì mi ha fatto trovare un cavallo da dressage in scuderia e mi ha dato in mano questo testimone da portare avanti“, ha raccontato Norma divertita. “Da allora ha cominciato a introdurre sempre più cavalli da dressage in scuderia.”

Quel che sembrava un semplice suggerimento si è ben presto trasformato in una carriera di grande successo: “Con il cavallo di quel lunedì, appena un mese dopo, ho partecipato e vinto i campionati italiani, da lì mi sono dedicata a questa disciplina“, ha sorriso Norma, ricordando il momento che ha segnato l’inizio di una nuova fase della sua carriera equestre.

L’amore per il cavallo e il divertimento

Norma Paoli si dedica giornalmente al perfezionamento della sua tecnica, come amazzone, ma anche a quella dei suoi allievi, in qualità di istruttrice federale di 3° livello con un master in dressage.

La capacità di un bravo istruttore è quella di trasmettere ai propri allievi non solo nozioni tecniche necessarie per eccellere in rettangolo, ma anche i valori intrinsechi che rendono l’equitazione un’arte e una passione: “Il dressage è una disciplina rigorosa, faticosa e difficile. Come ogni sport, richiede un lavoro duro e un impegno costante. Non voglio che i miei allievi si concentrino solo sull’aspetto tecnico, ma credo sia fondamentale che comprendano l’importanza della relazione tra cavaliere e cavallo, e che prima di ogni cosa si divertano” ci ha spiegato.

Nella nostra scuderia, dato il nostro background nel salto ostacoli, facciamo molte passeggiate, lavoriamo molto sui cavalletti, lavoriamo i cavalli alla longe, non mettiamo i ragazzi solo a fare la loro ripresa in rettangolo.” ha raccontato Norma. “Il messaggio che voglio che passi è che la cosa più importante è divertirsi con il proprio cavallo: alla fine penso che se si diverte il tuo cavallo, ti diverti anche tu, ma che se il tuo cavallo non si diverte, non ti diverti neanche tu“.

Per Norma, quindi, non si parla solo di sport e di disciplina sportiva, ma di un modo di vivere e di relazionarsi con il proprio animale. È un equilibrio tra disciplina e divertimento che porta alla realizzazione del binomio.


“Vivere la disciplina dando comunque spazio al cavallo, che non è una macchina.”


Creare un legame profondo con il cavallo: la chiave del successo nel dressage

Nell’equitazione, il legame tra cavaliere e cavallo è fondamentale per il successo in qualsiasi disciplina, ma riguardo a quell’armonia necessaria per riuscire nel migliore dei modi nel dressage, Norma Paoli ha detto: “È fondamentale conoscersi e creare quel rapporto, che si sviluppa in sella ma anche durante il lavoro da terra. Per questo motivo, dico sempre ai miei allievi “Non dovete pensare a voi sul cavallo, ma a un team unico”. Non si tratta solo di montare, ma di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune. È essenziale prendersi cura di ogni aspetto della relazione con il proprio partner per creare quel legame indispensabile che porta al successo.”

Inoltre, ha aggiunto Norma, la creazione del vero e proprio “binomio” è un processo che richiede tempo, pazienza e molto lavoro. Grazie alla sua esperienza nel settore, Norma ha parlato della complessità nella creazione di questa relazione unica sottolineando che nonostante un cavaliere possa essere esperto e il cavallo ben preparato, il tempo necessario per mettersi insieme può essere sorprendentemente lungo. “Per fare un gran premio, la gara più importante, anche un cavaliere esperto, con un cavallo pronto, può metterci quasi un anno di lavoro prima di riuscire a mettersi insieme“, poi ha concluso “un conto è fare l’esercizio da solo, mettere insieme la ripresa è tutt’altra cosa“.

Un programma di allenamento diversificato

Il programma di allenamento messo in atto da Norma Paoli, si distingue per la sua innovazione e per l’attenzione al benessere dei cavalli. Norma condivide un approccio rivoluzionario che trasforma la tradizionale routine di allenamento in un’esperienza stimolante e variegata per cavalli e cavalieri.

Ad esempio, il lunedì, giorno in cui le scuderie sono generalmente chiuse, noi lasciamo liberi i cavalli in paddock, in maneggio“, poi ha aggiunto “sono fermamente convinta che il miglior osteopata per il cavallo sia lo stesso cavallo.”

Continuando a spiegare come è articolato il lavoro nella sua scuderia, ha detto: “Il martedì facciamo un lavoro leggero. Magari, prima del lavoro in decontrazione, andiamo in collina, un’uscita di quasi mezz’ora.

Il mercoledì, l’allenamento si concentra su esercizi più tecnici: “Facciamo qualche piccolo esercizio,” ha spiegato Norma. “Lì normalmente mettiamo le barriere a terra o i cavalletti, in maniera che il cavallo non associ il rettangolo solo alla ripresa.”

Norma riconosce l’importanza di proporre un lavoro sempre vario ai cavalli, specialmente quelli addestrati per i Gran Premi. “Tutte le volte che tu esci in gara loro sanno esattamente il giro che devono fare, e questa è un’arma a doppio taglio” ci ha detto. “Raramente o quasi mai facciamo proprio tutta la ripresa in blocco, magari facciamo una parte e poi facciamo qualcos’altro oppure passiamo sulle barriere proprio per rendere il lavoro dei cavalli un po’ diversificato, meno noioso e più divertente.”

Il programma si adatta anche in base alla presenza di gare nel fine settimana. “Il giovedì si provano i grafici,” ha continuato Norma. “Il venerdì è più dedicato al relax, mentre sabato e domenica ci si concentra sulla gara.”

La scelta della musica nei Grand Prix Freestyle

La selezione della musica per i Grand Prix Freestyle di dressage è un aspetto divertente e fondamentale della disciplina. Abbiamo chiesto a Norma Paoli come sceglie le sue colonne sonore e ci ha raccontato: “Io ascolto sempre la musica, anche in scuderia, ho sempre la radio accesa, quindi quando sento qualche canzone e magari sto montando un cavallo o sono in macchina ma mi ricorda qualcosa, poi vado a cercarmela e la provo”.

Le linee guida per la selezione della musica sono chiare. “Non deve essere troppo parlata perché comunque il soggetto principale deve essere il cavallo,” sottolinea Norma. “Ovviamente poi è necessario trovare una musica a ritmo con l’andatura di quella parte della ripresa.”

Un racconto curioso di Norma ci svela che anche i cavalli hanno il proprio orecchio e che, spesso, siano anche loro a scegliere la melodia: “A me è successo con Zandor, il cavallo da campionato che avevo prima,” ci ha raccontato Norma. “Ero in campo in una gara internazionale, con uno mio Freestyle, con una mia coreografia, con una musica che funzionava bene…una ripresa con cui avevo già ottenuto dei buoni risultati. A un certo punto è entrato in campo un altro cavaliere, Peter Minderhoud, e sulla sua musica il mio cavallo ha iniziato a ballare…a trottare a ritmo.”


Anche i cavalli sentono il ritmo della musica.”


Infine, Norma ci ha raccontato di come incorggi i suoi allievi a scegliere autonomaente la musica. “Io faccio scegliere a loro delle musiche, poi ovviamente le selezioniamo insieme però trovo sia una decisione molto personale,” ha spiegato. “Deve piacere al cavaliere, deve calzare bene nel binomio, nel movimento. È una cosa che lascio un po’ a scegliere ai ragazzi.”

Possiamo quindi concludere affermando che il passaggio dal salto ostacoli al dressage per Norma Paoli non sia stato solo un cambiamento di disciplina, ma un viaggio nella scoperta di un nuovo mondo, una crescita personale e professionale che in qualche modo, però, già faceva parte del suo modo di allenarsi perchè, come ha detto lei stessa, “alla fine anche il salto ostacoli non è altro che lavoro in piano con degli ostacoli in mezzo“.

La sua storia è di ispirazione per tutti coloro che perseguono la passione per questo sport, evidenziando l’importanza della costanza, della disciplina, ma anche dell’apertura al cambiamento e dell’amore per questi meravigliosi animali che ci accompagnano in un percorso spesso lungo tutta una vita.

Alessandra Ceserani

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