Intervista a Francesca Salvadè, “Volere è potere”

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Nel centro ippico Dressage Life di Norma Paoli e Italo Cirocchi, si allena Francesca Salvadè, atleta paralimpica del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre.

In un’intervista con il team di horseshowjumping.tv, abbiamo parlato della sua storia, dei suoi cavalli, dell’esperienza olimpica e del rapporto tra Francesca e Norma, sua istruttrice.

Il legame allievo-istruttore è basato su fiducia, stretta collaborazione, comprensione reciproca e si sviluppa nel corso degli anni.

Io monto qui a Dressage Life ormai da quasi cinque anni, cioè dal settembre 2019. Il rapporto con Norma è molto forte, collaboriamo tanto insieme. Lei monta abitualmente i miei cavalli. Ne ho due: uno giovane e uno un po’ più anziano,” racconta Francesca. (Leggi l’articolo “Dal Salto Ostacoli al Dressage: Norma Paoli si racconta“)

Il lavoro con Norma segue un programma variegato, che include giornate di riposo, lavoro alla corda, sessioni di allenamento a cavallo e tante passeggiate. Questo approccio è essenziale per mantenere i cavalli in una condizione mentale ed emotiva ottimale, fondamentale soprattutto per i cavalli paralimpici che devono essere sereni e disponibili, come ci ha raccontato Francesca: “La testa dei cavalli è molto importante, bisogna saper lavorare sia sulla tecnica che sulla loro serenità.”

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Francesca Salvadè e Norma Paoli (c) HSJ

Gli inizi e il percorso nel mondo equestre

Francesca Salvadè ha iniziato a montare a cavallo fin da piccolissima, spinta dalla passione della madre per l’equitazione. Racconta: “Io monto fin da bambina, direi 4-5 anni, perché mia madre da giovane montava, quindi ha portato me e mia sorella in un maneggio in campagna, da lì ci siamo appassionate. Mia sorella ha iniziato con il salto ostacoli e io poi l’ho seguita,” ricorda.

Francesca si è affacciata al mondo delle competizioni equestri partecipando a gare di salto ostacoli insieme a cavalieri normodotati. Nonostante la sua disabilità ha comunque ottenuto ottimi risultati in competizioni nazionali: “Con la mia disabilità ovviamente ci ho messo un po’ di più di mia sorella, però ho fatto comunque molte gare con normodotati e ho iniziato a montare a Rapallo, perchè abitavo in provincia di Genova, e da lì è iniziato tutto. Però fino al 2011-2012 è stato solo esclusivamente salto ostacoli, ovviamente sono partita con i pony e poi ho continuato con i cavalli.”

Sono arrivata a vincere campionati italiani tra i normodotati a saltare le 120 con il primo grado, quindi per me sono state grandi soddisfazioni,” spiega Francesca.

La sua determinazione e la sua passione per l’equitazione le hanno permesso di raggiungere traguardi significativi, dimostrando che con impegno, pazienza e voglia di riuscire, nulla è impossibile.

L’amore per il Dressage e il Salto Ostacoli

Francesca, avendo praticato sia il salto ostacoli che il dressage, riconosce di apprezzare aspetti diversi di entrambe le discipline. “Il dressage è un lavoro molto più difficile per me. È tutto precisione, testa, ragionamento, calma. Invece il salto è adrenalina…istinto,” riflette Francesca. Entrambe le discipline richiedono un grande impegno e offrono emozioni uniche.

Sicuramente del salto mi manca l’adrenalina, perché comunque saltare è un’emozione grande e ad oggi non so se avrei più coraggio di fare le cose che ho fatto anni fa. Però sono discipline molto molto diverse. Il dressage lo trovo proprio tecnicamente più difficile,” ci ha confidato.

Francesca ha trovato nel dressage un’opportunità per migliorare la sua tecnica e la sua connessione con i cavalli, apprezzando la calma e la precisione richieste da questa disciplina.

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Francesca Salvadè e Oliver (c) HSJ

La transizione dal Salto al Dressage

Il passaggio dal salto ostacoli al dressage non è stato immediato per Francesca. “C‘è stato un periodo di transizione in cui facevo entrambe le discipline,” ricorda. Il lavoro in piano del dressage ha contribuito a migliorare la sua tecnica nel salto ostacoli, portandola a comprendere l’importanza della precisione.

Devo ammettere che all’inizio non mi entusiasmasse particolarmente il lavoro in piano, anche per il cavallo che avevo in quel momento dato che era un cavallo da salto. Però appena è arrivato il primo cavallo da dressage ho iniziato ad apprezzare davvero questa disciplina“.

Tale periodo di transizione ha permesso a Francesca di adattarsi gradualmente e di apprezzare le nuove e diverse difficoltà insite nella disciplina del dressage, consolidando le sue competenze e affinando le sue abilità.

Il debutto di Francesca Salvadè

Francesca ha debuttato nelle categorie paralimpiche con un cavallo da salto. “Il mio debutto nel 2012 è stato credo a Cervia in un internazionale. Ero con un cavallo molto esperto ma fisicamente non proprio adatto a me, però con un cuore e una testa veramente incredibili. Sapeva cosa doveva fare perchè era comunque un cavallo esperto di 11-12 anni. Ai tempi, però, ero più io che gli davo dei comandi che non erano chiarissimi,” ha continuato a raccontare divertita, “mi ricordo per esempio che il giorno del Freestyle, non so cosa avessi fatto, lui aveva capito che doveva rimanere in piaffe e non riuscivo ad entrare, lui pensava di far giusto però non si muoveva. In qualche modo poi sono riuscita a mandarlo avanti.”

Le difficoltà iniziali non sono state poche, poiché il cavallo non era abituato ai comandi specifici richiesti dal dressage paralimpico, “anche solo la partenza al galoppo, per lui era tutt’altra cosa quindi quando la chiedevo con le fruste, allungava il trotto ma non partiva al galoppo“. Tuttavia, con la sua determinazione e il supporto dei suoi istruttori, Francesca è riuscita a superare questi primi momenti e a ottenere i suoi primi successi internazionali.

“E’ stato un super cavallo. Con lui ho ottenuto le mie prime grandi soddisfazioni: ho vinto il mio primo internazionale e ho partecipato alle Olimpiadi di Londra“.

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Francesca Salvadè su Oliver e Norma Paoli (c) HSJ

La prima volta alle olimpiadi: Londra 2012

Francesca Salvadè ha partecipato per la prima volta alle Paralimpiadi di Londra nel 2012. Questa esperienza è stata per lei un momento di grande emozione che ricorda come una sorta di avventura: era la sua prima esperienza paralimpica e non aveva ancora pienamente realizzato la portata dell’evento.

Ogni Paralimpiade è sicuramente un’emozione grande e diversa. A Londra, che erano le prime, non ero neanche troppo emozionata perché per me era come un gioco” ha svelato.

La giovane atleta si è trovata immersa in un ambiente nuovo e stimolante e Londra 2012 ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio per la sua carriera paralimpica, segnando l’inizio di un percorso sportivo che l’ha portata a migliorarsi continuamente e a partecipare a competizioni sempre più importanti. Ricordiamo la partecipazione ai giochi di Rio del 2016 e a quelli di Tokyo nel 2021.

Oliver ed Escari: compagni di avventura

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Francesca Salvadè ed Ecari (c) HSJ

Attualmente, Francesca monta due cavalli, Oliver ed Escari, ciascuno con caratteristiche uniche che li rendono davveri speciali. Oliver, un cavallo di 16 anni, è stato un fedele compagno per Francesca dal 2019.

Lui è stato un super cavallo per me, mi ha dato il suo cuore e nessuno avrebbe immaginato che si sarebbe adattato alla mia situazione,” dice Francesca.

Nonostante il suo carattere caldo e nevrile, Oliver non ha mai fatto nulla che potesse mettermi in difficoltà e ha sempre cercato di dare il meglio, anche se in gara può essere più teso e un po’ meno affidabile di Escari.

Escari è un cavallo giovane, di sette anni, ha dimostrato fin da subito di essere eccezionale. “La prima volta che sono salita su Escari, ha accettato subito la mia disabilità,” racconta Francesca. “Escari è un raro mix di qualità e testa, che lo rende estremamente affidabile e pronto a dare il meglio in ogni situazione. Anche a casa si è subito dimostrato veramente affidabilissimo, tanto che dopo una settimana ero già in gara per prendere la prima qualifica per partecipare agli internazionali.”

Nonostante la sua giovane età, Escari ha già ottenuto ottimi risultati, vincendo il loro primo internazionale e partecipando ai Campionati Europei. “È davvero difficile trovare un cavallo giovane con così tanta qualità e testa insieme,” aggiunge Francesca, esprimendo il suo apprezzamento per questo straordinario cavallo, che sarà molto probabimente colui che la accompagnerà a Parigi 2024.

Parigi offrirà un palcoscenico prestigioso per esibirsi davanti a un pubblico internazionale. Francesca descrive le sue aspettative con parole cariche di speranza e determinazione: “Parigi rappresenta una nuova avventura e una grande opportunità. Escari ed io abbiamo lavorato duramente per arrivare fin qui.” Le emozioni sono intense, mescolate a un pizzico di ansia, ma prevale la voglia di superare i propri limiti e di vivere appieno questa straordinaria esperienza olimpica.

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Francesca Salvadè e Oliver (c) HSJ

Ho partecipato ad ogni Paralimpiade con un cavallo diverso, con i quattro cavalli più importanti della mia carriera,” riflette Francesca parlando di Come On, Muggel, Oliver ed Escari.

Gli idoli di Francesca Salvadè: Baker, von Bredow-Werndl e Guerdat

Francesca Salvadè ha menzionato tre atleti che considera suoi idoli e fonte di ispirazione a seconda della disciplina. Natasha Baker, atleta britannica nel paradressage, ha vinto l’oro sia nel tecnico che nel freestyle alle Paralimpiadi di Londra, occasione in cui e Francesca ha avuto modo di conoscerla: “Natasha Baker è sempre sorridente, molto positiva, simpatica con tutti. Per me è sempre stata una grande fonte di ispirazione. Inoltre, il suo rapporto con il cavallo è speciale: lo tiene a casa e se ne occupa molto, con sua madre che la aiuta e le fa da groom. In Inghilterra poi è un altro mondo, questo è uno sport molto praticato, il che aggiunge un ulteriore livello di impegno e passione nella sua vita.”

Jessica von Bredow-Werndl, dressagista tedesca di altissimo livello, è considerata da Francesca un modello per il suo talento eccezionale e i successi: “Nel mondo del dressage, direi che il mio idolo è Jessica von Bredow-Werndl. Ho avuto l’opportunità di conoscerla agli Europei dell’anno scorso e l’ho trovata molto umile e simpatica, sempre sorridente e disponibile. Mi piace molto come persona, indipendentemente dal fatto che abbia vinto tutto ciò che poteva vincere“.

Nel salto ostacoli, invece, per Francesca è Steve Guerdat, campione europeo in carica, a rappresentare un esempio di eccellenza.

I consigli di Francesca Salvadè

Francesca Salvadè ha sempre affrontato le sfide con grande determinazione, dimostrando che nulla è impossibile con la giusta mentalità. Il suo motto riassume perfettamente il suo approccio alla vita e allo sport.


“Volere è potere.”

— Francesca Salvadè

Ai giovani atleti consiglia di cercare di concentrarsi più sugli aspetti positivi che su quelli negativi: “Io sono un po’ testarda e a volte mi fisso un po’ troppo magari sugli errori, sui miei punti deboli, cosa che non dovrei fare. Anche perchè chiunque ha dei punti deboli, cavalli o cavalieri che siano, anche chi vince. Io devo imparare un po’ a passarci sopra. Focalizzarmi meno su quello che non va tanto bene e valorizzare tutto il resto. E questo è il consiglio che do a tutti,” ha detto.

Credere in se stessi e non arrendersi mai di fronte alle difficoltà è un altro punto fermo. “Con impegno, passione e la giusta mentalità, si possono superare tutte le sfide,” conclude Francesca.

A. Ceserani

© Riproduzione riservata.

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